Varese, nonno e nipote insieme nel cinema: dal progetto “Tireminnanz” ai protagonisti di Varese
Dal successo del primo documentario a una nuova serie dedicata ai protagonisti meno noti del territorio, un progetto che unisce generazioni e valorizza la memoria locale
A 91 anni racconta la sua seconda vita da scrittore, iniziata quando molti smettono di lavorare. Ernesto Masina, autore varesino, è il protagonista del documentario “Tireminnanz”, realizzato dal nipote Sergio Mugliari e presentato durante un’intervista a Radio Materia nella rubrica Chi l’avrebbe mai detto (in onda alle 18). Un’opera che intreccia biografia e racconto familiare, ma che guarda anche al futuro con nuovi progetti dedicati al territorio.
Una carriera nata in pensione
La storia di Ernesto Masina è fuori dagli schemi. La sua carriera letteraria comincia infatti a 76 anni, il primo giorno di pensione. «Ho iniziato a scrivere il libro che avrei voluto leggere» – Ernesto Masina, scrittore – racconta. Da quell’intuizione sono nati undici romanzi, che lui stesso definisce “favole per adulti”, dove la fantasia si mescola a elementi reali. Il successo è arrivato subito, con attenzione da parte della stampa e diversi riconoscimenti. Oggi, a quasi 91 anni, continua a scrivere e a partecipare a progetti culturali.
Nonno e nipote, un sodalizio creativo
“Tireminnanz” nasce dall’incontro tra generazioni. Da una parte la storia e la voce di Masina, dall’altra lo sguardo cinematografico del nipote Sergio Mugliari. Il loro rapporto si è trasformato in una collaborazione stabile: il nonno protagonista e autore, il nipote regista e “artigiano” del documentario. Un equilibrio costruito su rispetto e sintonia. «È una collaborazione tranquilla, continua e reciproca» – prosegue Ernesto Masina. Non sono mancate le difficoltà, soprattutto in fase di montaggio, dove il legame familiare ha reso più complesso selezionare e tagliare i contenuti. Ma proprio questa vicinanza ha dato autenticità al racconto.
Nuovi documentari su Varese e i suoi protagonisti
Il progetto non si ferma al primo film. Masina e Mugliari stanno lavorando a una serie di documentari dedicati a figure varesine poco conosciute ma significative. Tra i protagonisti già individuati: i fondatori del Museo Tattile di Varese, il fotografo internazionale Giorgio Lotti, l’ex cestista Aldo Ossola. L’obiettivo è raccontare storie che hanno contribuito alla crescita culturale, sociale e sportiva del territorio, spesso lontano dai riflettori.
Tra successo e difficoltà
Il documentario è stato accolto positivamente dal pubblico, con una sala piena alla prima proiezione varesina. Un risultato che conferma l’interesse per questo tipo di narrazione. Nonostante ciò, gli autori segnalano la difficoltà nel trovare sostegno istituzionale e risorse economiche per proseguire il progetto. La ricerca di finanziamenti resta quindi un passaggio cruciale per dare continuità alla serie.
Raccontare il territorio
L’idea alla base è chiara: valorizzare l’identità locale attraverso storie vere, capaci di parlare a diverse generazioni. Un lavoro che punta anche a promuovere realtà come il Museo Tattile e a costruire una memoria condivisa del territorio varesino.










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