“Da ex insegnante provo dolore per i giovani che si affidano alla violenza“
Il professor Carlo Banfi, storico e scrittore, interviene sui recenti fatti di cronaca che hanno visto protagonisti giovanissimi. I ragazzi? “Occorre coinvolgerli in qualcosa di grande, una grande avventura"
Gentile redazione,
Mi intristisco di questi giorni per quel che ascolto e vedo. Mi affogo nei lavori del campo, del bosco, della legna, che in questo breve freddo dell’inverno – d’improvviso divenuto intenso – serve a riscaldare la casa e forse di rimando anche il cuore.
Ho sempre vissuto la morte giovane come una mia sconfitta, di educatore in particolare, scelta difficile questa che mi ha accompagnato nel lavoro di insegnante.
Gli episodi singoli sono i più tristi e immediati perché i media sembrano spietati nell’imbandirci i particolari, perfino i dettagli, che si condividono, si valutano, si toccano e ci trafiggono l’anima. I più lontani nello spazio, e a volte vere ecatombi di gioventù, sembrano solo sfiorarci, nello sdegno e nella repulsione; purtroppo poi subentra l’abitudine e si appannano alla nostra coscienza immediata.
Credo che i principi guida che animano la nostra attuale realtà sociale, abbiano tolto spazio alla fiducia nella grande avventura della vita, o l’abbiamo ridotta a falsi miraggi, immediati, privi del vero senso della conquista, raggiunta col sacrificio che gratifica l’anima e plasma il carattere.
Parlo dell’avventura dell’amore, della sua scelta, del costruirlo e fondarlo su solide basi da condividere ogni giorno. L’avventura del lavoro, che ti permette dignità e sicurezza. Del significato dei nostri giorni, che non devono sfuggirci vuoti e col solo rammarico di non averli spesi per il vero bene nostro e comune.
I giovani sono i primi ad entusiasmarsi e a non riconoscere le mezze misure, il compromesso. Proponiamo loro qualcosa di grande, come l’emergenza climatica che si fa urgente e ci mette in ginocchio, a contatto col nostro limite.
Ribaltiamo il nostro territorio e riproponiamone la bellezza paesaggistica, artistica, storica, agricola, dei prodotti della terra che ci “alimenta et guberna”.
‘Ridissodare’ quello che abbiamo perso, è una battaglia forse già persa, perché non si intravede la resa immediata, come il coltivare le coscienze; ma almeno proviamoci! I benefici si vedranno se avremo seminato bene, se avremo accudito la piantina esile che cresce.
La grande avventura della vita va solo illuminata e proposta.
Carlo Banfi










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