L’Insubria guarda all’Africa: intesa con il Camerun per scambi e “business etico”
Incontro al Rettorato tra i vertici dell'ateneo, l'associazione Itafrica e l'Università di Ebolowa. Al centro del confronto la mobilità di docenti e studenti e la cooperazione scientifica nel quadro del Piano Mattei
L’Università dell’Insubria consolida la propria proiezione internazionale volgendo lo sguardo al continente africano. Nei giorni scorsi, la sede del Rettorato a Varese ha ospitato un vertice strategico con i rappresentanti di Itafrica e dell’Università di Ebolowa (Camerun), per gettare le basi di una collaborazione che unirà formazione accademica, ricerca e sviluppo economico sostenibile.
Ad accogliere la delegazione camerunense era presente lo stato maggiore dell’ateneo, guidato dal prorettore vicario Umberto Piarulli insieme ai delegati Barbara Pozzo (Relazioni internazionali), Loredano Pollegioni (Ricerca), Mauro Fasano (Valorizzazione della conoscenza) e Daniela Dalla Gasperina (Didattica).
Un ponte tra Varese, Legnano e il Camerun
L’incontro ha avuto un sapore particolare anche per il territorio: la città di Ebolowa è infatti gemellata con Legnano dal 1964. Al tavolo sedevano, tra gli altri, la presidente di Itafrica Laura Tronca e i vertici amministrativi e accademici dell’ateneo africano.
L’Università di Ebolowa, seppur di recente istituzione (fondata solo quattro anni fa), rappresenta già un’eccellenza in Camerun con 16mila studenti e campus diffusi che spaziano dalle scienze umane alla sanità, dall’agricoltura alla tecnologia. L’obiettivo dell’accordo quadro in discussione è favorire lo scambio bidirezionale di docenti e studenti, permettendo una contaminazione di competenze in settori strategici.
Ethical business e Piano Mattei
Oltre alla didattica, il confronto ha riguardato la possibile partnership con Itafrica, associazione di professionisti e imprenditori impegnata nella promozione dell’ethical business. L’idea è quella di sviluppare rapporti economici e professionali che rispettino i contesti locali, superando le vecchie logiche predatorie.
«Il dialogo con le università africane è una componente centrale della nostra strategia – ha spiegato la professoressa Barbara Pozzo –. Vogliamo costruire collaborazioni solide basate su una ricerca attenta ai bisogni dei territori».
L’iniziativa dell’Insubria si inserisce in un solco più ampio che vede l’ateneo varesino-comasco protagonista nel Piano Mattei, il programma governativo italiano volto a rafforzare la cooperazione scientifica e istituzionale con l’Africa, confermando l’università come attore chiave per la diplomazia culturale del territorio.










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