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Lo studio dell’Università dell’Insubria sul covid: “La guerra tra varianti decreta la fine della pandemia”

I lavori firmati dal professor Fabio Angeli con la biotecnologa dell'Insubria, Martina Zappa, e Paolo Verdecchia, ricercatore cardiovascolare di Perugia, pubblicati sulla prestigiosa rivista European Journal of Internal Medicine

fabio angeli università dell'insubria

Il gruppo di studio dell’Università degli Studi dell’Insubria, coordinato dal professor Fabio Angeli, docente di Malattie dell’apparato cardiovascolare, ha pubblicato sulla prestigiosa rivista European Journal of Internal Medicine due nuovi lavori scientifici sulle varianti del SARS-CoV-2.

L’articolo uscito oggi – 19 aprile – si intitola «Un viaggio da Wuhan alla variante Arcturus (XBB.1.6)», analizza l’evoluzione del virus dal 2020 ad oggi e racconta come, negli ultimi mesi, le nuove varianti siano entrate in competizione tra loro aprendo un nuovo scenario di speranza: https://doi.org/10.1016/j.ejim.2023.04.016

Un precedente articolo del 29 marzo, sempre sull’European Journal of Internal Medicine, aveva preso in esame gli effetti delle mutazioni sulla nuova variante Kraken: https://doi.org/10.1016/j.ejim.2023.03.027.

Entrambi i lavori sono firmati dal professor Fabio Angeli (foto) con Martina Zappa, biotecnologa dell’Università dell’Insubria, e Paolo Verdecchia, ricercatore cardiovascolare di Perugia.

«Nonostante il fatto che il meccanismo responsabile dell’infezione sia rimasto sostanzialmente immutato, l’evoluzione del virus osservata negli ultimi tre anni – commenta Fabio Angeli – è stata caratterizzata da numerose mutazioni che di fatto sono entrate in “guerra” tra di loro. Ma negli ultimi mesi, questa competizione non ha portato alla dominanza assoluta di particolari varianti. Attualmente lo scenario pandemico è caratterizzato da un “brodo” di diverse varianti, che fa ipotizzare (grazie ai risultati di complessi modelli matematici) una graduale riduzione nel tempo della probabilità di nuove mutazioni responsabili di maggiore diffusione ed aggressività del virus».

Lo studio dell’Insubria sta quindi ipotizzando che la competizione tra varianti possa decretare la fine della pandemia? «È verosimile – spiega Fabio Angeli – che ci stiamo dirigendo verso una nuova era in cui il virus pian piano ridurrà le sue caratteristiche di diffusività e letalità; questa ipotesi dovrà essere valutata nel tempo, continuando a monitorare il SARS-CoV-2 e cercando di spiegare gli effetti delle restrizioni e della vaccinazione anti-COVID-19 sulle mutazioni e caratteristiche del virus».

Pubblicato il 19 Aprile 2023
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