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Quattro amici in cammino fino a Oropa

Da Santhia a Oropa lungo un cammino nato da poco. Molto bello permette di immergersi in una natura spettacolare e ricca di storia

Cammino di Oropa

Siamo partiti in quattro. Un po’ come gli amici al bar, ma qui la scelta è stata diversa. Zaino in spalle e quattro giorni in cammino da Santhia a Oropa.

Con me Michele, Marcello e Guido. Ci unisce una lunga amicizia nata negli anni Ottanta. Abbiamo condiviso esperienze importanti come la nascita del Gulliver e poi della cooperativa La Castellanza che gestiva il Cicolino, fino all’avvio di Varesenews. Per ognuno di noi anche  esperienze pregresse di cammino, in tre abbiamo fatto quello più noto: Santiago.

Molto diversi tra noi, ma con un legame profondo. Il Cammino di Oropa è stato perfetto per vivere una prima esperienza a quattro lungo gli oltre sessanta chilometri di strada. La scelta del periodo ci ha messo a dura prova perché abbiamo fatto i primi due giorni con una temperatura quasi africana con oltre 35 gradi. Poi la sfida dell’acqua che siamo riusciti a prendere per bene nell’ultima mezz’ora di cammino verso Oropa. Proprio quando servivano tutte le energie per il tratto più faticoso con la meritata meta di uno spettacolo notevole un po’ guastato dalla pioggia.

IL CAMMINO DI OROPA

“Il Cammino di Oropa – come si legge sul sito ufficiale – è un itinerario vario e molto bello, che consente di scoprire le bellezze paesaggistiche, storiche, culturali del territorio che va dalla pianura agricola verso la Serra Morena, fino alle Alpi Biellesi. È stato ideato nel 2012 da Alberto Conte, fondatore dell’Associazione Movimento Lento e della Casa del Movimento Lento di Roppolo, che tuttora lo sostiene e lo promuove in prima persona, collaborando con associazioni locali, in primo luogo l’Associazione degli Amici della Via Francigena di Santhià, e con il Santuario di Oropa.

Il percorso è suddiviso in quattro brevi tappe di difficoltà crescente, è una soluzione ideale per chi non ha mai affrontato un itinerario a tappe e vuole mettersi alla prova, e può essere visto come un “cammino di allenamento”, per prepararsi ad affrontare i grandi cammini europei come la Via Francigena o il Cammino di Santiago.
È un percorso molto piacevole e divertente anche per chi ha già esperienza di cammino e vuole conoscere un nuovo sorprendente itinerario”.

Quello che ha scritto Alberto sul suo sito è tutto vero e lo abbiamo sperimentato percorrendo tutto il Cammino fino a Oropa. La bella sorpresa è stata l’accoglienza e la cura che molte persone stanno mettendo per far crescere questo progetto.

Un percorso che stanno scoprendo centinaia di persone segno del valore della proposta. Lo hanno già scoperto realtà importanti come il Guardian, La Stampa e la trasmissione Geo.

LE TAPPE

Cammino di Oropa

Prima tappa: Da Santhià a Roppolo – 16,3 km

Da Santhià il cammino si sviluppa lungo la Via Francigena, il più famoso e antico cammino italiano, verso le colline dell’anfiteatro morenico d’Ivrea. Dopo aver attraversato il paese di Cavaglià si giunge a Roppolo, dominata dalla mole dell’imponente castello, dal quale si gode un bel panorama sul lago di Viverone.

Il nostro cammino è stato caratterizzato dal caldo e da un clima festoso per l’avvio dell’esperienza insieme. Si percorrono strade sterrate tutte immerse nella campagna e a tratti nelle risaie. Abbiamo incontrato diversi pellegrini in cammino sulla Francigena.

La meta di Roppolo è stata una bella occasione anche per passare del tempo con Alberto. Una cena a cinque, che poi è diventata a sei per finire in otto. Una tavolata condivisa da persone in cammino e l’atmosfera è subito diventata quella del cammino.

Cammino di Oropa

Seconda tappa: Da Roppolo a Sala Biellese – 17,4 km

La seconda tappa percorre le boscose colline della Serra d’Ivrea, l’anfiteatro morenico più grande d’Europa. La prima sosta è presso il Ricetto di Viverone, l’antico borgo fortificato da cui si gode un bellissimo panorama sull’anfiteatro morenico di Ivrea e sul Lago di Viverone.
Dopo essere saliti al paesino di Zimone si visita il Monastero di Bose, sede della comunità fondata da Enzo Bianchi, l’antico Borgo di Magnano, con un altro Ricetto bel conservato, e da qui lungo sentieri nascosti nei boschi si giunge a Torrazzo. Noi abbiamo scelto di procedere fino alle porte di  Sala Biellese.

Due soste lungo il percorso. Partenza presto perché il caldo si fa sentire anche oggi. In  poco tempo arriviamo al monastero di Bose. Una realtà che ci racconta molto perché pur con storie diverse ognuno di noi è stato legato ad esperienze ecclesiastiche di comunità e Bose con Enzo Bianchi è sempre stato come un faro.

Da Bose a Magnano è una breve passeggiata e lì si fa una vera sosta con il gradimento anche di alcuni prodotti tipici. Alberto, oltre al bel lavoro di ideazione e segnatura della via, si sta operando per sviluppare un progetto con Slow food per la valorizzazione dei prodotti tipici locali. Bella così l’esperienza del mugnaio di Magnago che ha riattivato l’antico mulino producendo farine molto particolari.

Abbiamo dormito nel Camping Future is Nature Playground e sopratutto cenato al Barbamatto, un ristorante figlio di una storica trattoria con cucina tipica locale. Prezzi e trattamento speciale per i pellegrini.

Cammino di Oropa

Terza tappa: Da Sala Biellese a Santuario di Graglia – 17 km

Si cammina lungo gli antichi boschi della Serra Morenica d’Ivrea, intervallati da prati e cascine, prima di fissare lo sguardo sui suggestivi panorami sulle Alpi biellesi. Si sale dunque verso Donato, dove si trovano acqua, bar e negozi di alimentari prima di affrontare l’ultimo tratto verso il Santuario di Graglia. alle pendici del Mombarone, spartiacque tra Piemonte e Val d’Aosta.

Una tappa dietro l’altra in un crescendo di bellezza immersi nella natura. Oggi il caldo si fa sentire meno grazie anche a un bel temporale nella sera precedente. Un continuo sali scendi e la fatica verso la fine si fa sentire. Arriviamo la domenica e c’è tanto movimento anche per la celebrazione delle Messe nel santuario. Si venera la Madonna nera come a Loreto.

Abbiamo dormito nella foresteria del santuario di Graglia cenando nel ristorante a fianco alla struttura. Anche qui una accoglienza deliziosa con una grande cura.

Cammino di Oropa

Quarta tappa: Dal Santuario di Graglia a Oropa – 14,9 km

Il percorso si sviluppa sul fianco del Mombarone e scende su una ripida mulattiera fino ad attraversare il fiume Elvo, prima di risalire verso il bel centro storico di Sordevolo.
Da qui si affronta un percorso piuttosto impegnativo in saliscendi, tra boschi a pascoli da cui si godono bellissimi panorami sulla valle Padana, fino a Favaro. Da qui si affronta l’impegnativo sentiero D1, che sale verso la meta finale del Cammino, lo scenografico Santuario di Oropa, incastonato tra le montagne in una piccola valle delle Alpi Biellesi.

Partenza all’alba per evitare la pioggia prevista per la tarda mattinata. Scegliamo di non prendere la variante della tramvia e salire più velocemente sul sentiero D1. Il tracciato è molto bello, un po’ il proseguimento della terza tappa. È affascinante  vedere  la Serra da lontano. Una torre con le antenne ci ha accompagnato lungo le ultime tre giornate e grazie a quella ci rendiamo conto della strada fatta. Si entra e si esce da boschi di faggi e conifere. L’acqua ci sorprende dentro uno di quei boschi e quando verso la fine del cammino pensiamo di averla superata perché aveva presto smesso di cadere, ci ha fatto capire come cambiano le cose all’improvviso quando si sale. Il santuario di Oropa è a 1.200 metri e arriviamo in cima sotto un’acqua battente. Felici siamo alla meta zuppi come pulcini. Giusto il tempo per entrare in una storica latteria e trattoria e rifugiarci in una polenta e piatti tipici. La degna conclusione di quattro giorni bellissimi sia per il cammino che merita molto, che per la condivisione dell’esperienza.

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 09 Agosto 2020
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