Caserini, Carlini e Pfeijffer: ecco gli ospiti più attesi al Festival della Meraviglia di Laveno
Un viaggio tra giornalismo, filosofia e scienza per comprendere meglio il ruolo del racconto nella società
Dai racconti attorno al fuoco dei primi umani, all’epoca dell’intelligenza artificiale, passando attraverso i grandi capolavori della letteratura, la comunicazione di massa e i social: il racconto è da sempre tra gli strumenti più potenti a disposizione dell’uomo per conoscere la realtà, diffondere idee e avere un impatto concreto sul mondo e la società.
La forza della narrazione – non a caso – è il tema scelto per l’edizione 2026 del Festival della Meraviglia, che nel fine settimana dell’8, 9 e 10 maggio porta a Laveno Mombello (con appuntamenti in programma anche a Luino fino al 24 maggio) ospiti di portata nazionale e internazionale per una rassegna che punta a stimolare la curiosità e a coltivare il dialogo.
Informazione e verità nel caos digitale
Il festival apre nel segno del giornalismo. Venerdì 8 maggio alle 19:00 il direttore di VareseNews Marco Giovannelli analizza come la sovrabbondanza di “storielle” online rischi di influenzare la percezione della realtà. Una riflessione sul ruolo del giornalismo oggi, sottolineando come un racconto autentico e guidato dall’empatia, possa agire da anticorpo contro la manipolazione dell’informazione.
L’Europa e la sfida di una voce comune
Sabato 9 maggio alle 10:00, la ricercatrice del Jrc Angela Guimaraes Pereira, insieme ai partecipanti del suo laboratorio, prova a scardinare l’immagine dell’Unione Europea come ente burocratico e freddo, con l’obiettivo di evidenziare una storia di pace e di riconciliazione, che in questi tempi di incertezza rischia di passare inosservata.
Clima e finzione: le narrazioni che ostacolano il cambiamento
La forza della narrazione – però – può anche essere utilizzata per ostacolare il cambiamento. Sabato pomeriggio, il docente dell’Università di Parma Stefano Caserini smonta la retorica utilizzati per frenare le politiche ambientali di lotta al riscaldamento globale, esplorando le sue origini e i collegamenti con i gruppi di potere legati ai combustibili fossili.
Quando la finzione è meglio della realtà
In serata, lo scrittore Ilja Leonard Pfeijffer sposta il focus sul perché l’essere umano prediliga spesso la finzione ai fatti reali. In un dialogo che promette di indagare il ruolo dell’arte, Pfeijffer esplora la meraviglia come chiave per decifrare una società polarizzata, dove – a volte – l’arte diventa l’unico spazio in cui rifugiarsi.
La biologia del racconto: mente, natura e filosofia
Domenica 10 maggio è il momento di un’immersione nella natura guidata da Marzio Marzorati. Il suo laboratorio cerca di definire una nuova “cartografia affettiva” del territorio, chiedendosi se siamo ancora capaci di sentirci parte della rete biologica che ci circonda.
Nel pomeriggio, la ricercatrice Marta Pizzolante entra nei meccanismi delle neuroscienze per spiegare come il cervello “racconti” il mondo per renderlo comprensibile. Un’occasione per conoscere come il nostro cervello costruisce le proprie storie, in modo da provare a sviluppare una maggiore consapevolezza di cosa vuol dire percepire se stessi.
Etica, memoria e partecipazione civile
Sempre domenica, il festival ospita tre voci di grande impatto. Si comincia con Ermanno Ferretti (noto online come Script), che porta a Laveno il suo modo inconfondibile di raccontare la storia della filosofia in maniera accessibile.
La storica Simona Colarizi rilegge invece Un anno sull’altipiano di Emilio Lussu, per riflettere
su come i valori civili e morali di una nazione debbano spesso fare i conti con la realtà della guerra. Un tema che chiama in causa tutti, anche di chi preferirebbe continuare a vivere senza pensarci.
Infine, l’attivista Flavia Carlini chiude il programma degli incontri discutendo della manipolazione della Storia attraverso il racconto mediatico. Un dialogo libero da vincoli, che vuole invitare il pubblico ad approfondire insieme e con naturalezza i temi trattati.









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