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Da marzo a luglio: la stagione “estiva” del teatro Periferico tra Valcuvia, Valtravaglia e Val Veddasca

Teatro di narrazione, di strada, di figura, clownerie e burattini, alternando linguaggi diversi per un cartellone che prevede due weekend dedicati a natura e famiglie

Teatro Periferico

Latitudini torna e si allarga, trasformando il territorio in un grande palcoscenico diffuso tra Valcuvia, Valtravaglia e Val Veddasca. La stagione “estiva” del Teatro Periferico, da marzo a luglio, porta spettacoli, incontri e performance in paesi, sentieri e borghi, confermando lo slogan di quest’anno: un teatro che muove e che si muove.

Un cartellone che viaggia tra valli e borghi

Dopo i mesi invernali al Teatro Comunale di Cassano Valcuvia, Latitudini esce dalla sala e si irradia verso Castello Cabiaglio, Luino, Masciago Primo, Montegrino Valtravaglia e, per la prima volta, Cuveglio e Orino, fino a toccare Monteviasco in Val Veddasca.

Il via “fuori sede” arriverà già il 21 febbraio, con lo spettacolo del giornalista e regista Gabriele Del Grande sul tema delle migrazioni, ospitato all’ex colonia elioterapica di Germignaga. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto nell’ambito del bando arte e cultura e del percorso “Lo spettacolo in movimento”, che valorizza proprio la dimensione itinerante e territoriale del teatro.

La programmazione intreccia teatro di narrazione, clownerie e teatro di strada, teatro di figura e burattini, alternando linguaggi diversi ma tenendo al centro un filo comune: il rapporto intimo con la natura e la biodiversità, con la vita e con l’anima del mondo, sempre in equilibrio tra profondità e leggerezza.

Le storie: dall’avventura di Bonatti alla maternità, fino agli ultimi del Vangelo

A Montegrino Valtravaglia, al Teatro Sociale, il 21 marzo si parte con “In capo al mondo – in viaggio con Walter Bonatti”, produzione Teatro Invito: un attore e un musicista accompagnano il pubblico nella vita e nella filosofia del grande alpinista ed esploratore, tra avventura, natura selvaggia e ricerca dei propri limiti come cammino umano, guidati da narrazione, chitarra dal vivo e immagini spettacolari.

Cuveglio, il 29 marzo, ospita “Odi et amo” di Alma Rosé, un tassello della Trilogia della Genitorialità: in scena la maternità di una donna non più giovane alle prese con un figlio adolescente, in un monologo intessuto di parole, suoni e musica dal vivo, in cui si impara a distinguere tra proteggere e controllare e ad accettare l’amore che cambia volto nel tempo.

A Castello Cabiaglio, l’11 aprile, Antonio Catalano porta “Il Vangelo raccontato da un asino patentato”: dall’Annunciazione al “risveglio” dopo la croce, il Vangelo viene attraversato con lo sguardo meravigliato di un asino ingenuo e poetico, che richiama la bellezza fragile degli ultimi, il rapporto con la terra e l’invito a cercare il divino nascosto dentro ciascuno.

Natura, linfa e fragilità: Monteviasco, Orino e Cassano

La Val Veddasca diventa protagonista durante il weekend “Linfa”, interamente dedicato alla natura. A Monteviasco sono in programma un incontro sulle erbe e piante curative con la naturopata e guida ambientale Sonia Gallazzi e lo spettacolo “Semi” di Francesca Marchegiano, che attraverso la vita del grande scienziato Nikolaj Vavilov racconta la nascita della prima banca mondiale dei semi e il valore della biodiversità come garanzia di giustizia e futuro alimentare.

Il giorno successivo, un biologo e drag queen guiderà “Botanica Queer – percorso nel lato drag della Natura”: un viaggio performativo tra piante, ironia, canzoni e riflessioni sul rapporto tra essere umano e mondo vegetale, dove le piante diventano simbolo di intelligenza, cooperazione e fluidità, capaci di mettere in discussione pregiudizi e supremazia dell’uomo sul vivente.

A Orino, il 9 maggio, “Storia di Nina” racconta di una bambina che non riesce a dormire e della sua misteriosa “Polvere Nera”: una creatura che rende opache le cose che la facevano felice ma che rappresenta, in realtà, la sua tristezza. Accogliendola, Nina impara ad accettare la propria vulnerabilità e a ritrovare meraviglia e sé stessa attraverso l’incontro con gli altri.

La stagione coinvolge anche direttamente il laboratorio di comunità: a Cassano Valcuvia, il percorso annuale del corso adulti curato da Teatro Periferico si chiuderà con un saggio all’aperto dedicato alla natura letta attraverso mito e poesia, confermando la vocazione del progetto a intrecciare professionisti e cittadini.

Burattini, famiglie e comicità di strada

Masciago Primo inaugura il nuovo anfiteatro con due appuntamenti dedicati al teatro di figura: “Pirù, demoni e denari” è uno spettacolo di burattini a guanto che reinterpreta il mito di Orfeo in chiave popolare e comica, tra diavoli, tranelli e discese all’Inferno, con un ritmo serrato e un continuo dialogo con il pubblico. “Briciole”, del Teatro dei burattini di Varese, propone sei brevi storie comiche e poetiche costruite per il giovane pubblico, usando tecniche diverse – burattini, oggetti, suoni e teatro delle mani – per stimolare immaginazione, ascolto e sensibilità.

A Luino, nel parco Ferrini, la chiusura in grande stile è affidata a “Zitto, Zitto” di Claudio Cremonesi: uno spettacolo comico e circense in scena da oltre venticinque anni, che si rinnova a ogni replica grazie all’improvvisazione e al contatto diretto con gli spettatori. Giocoleria, equilibrismi, oggetti quotidiani trasformati in sorprese e gag rendono lo show un vero antidoto al distanziamento, pensato per far giocare insieme adulti e bambini.

presentazione latitudini teatro periferico

Il sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto

«Come Fondazione – sottolinea Federico Visconti, presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto – sosteniamo le attività del Teatro Periferico da circa dieci anni, con un impegno complessivo vicino ai 100.000 euro. L’idea di teatro sociale è una prospettiva attualissima: qui parliamo di un impegno sociale che porta cultura e relazioni anche in luoghi inediti, lontani dai percorsi tradizionali. Quando valutiamo i progetti, teniamo insieme le dimensioni economiche e quelle sociali: rispondere ai bisogni, innovare nelle formule, misurare i risultati è la bussola che guida il nostro sostegno».

Una stagione pensata per il dialogo

Paola Manfredi, presidente e direttrice del Teatro Periferico, spiega così la filosofia della nuova stagione: «Presentiamo la seconda parte di Latitudini, “Spettacolo in movimento”, che è una stagione nuovissima nella formula perché nasce da un’urgenza: offrire alle comunità occasioni di confronto, riflessione e dialogo. Viviamo un tempo di forti tensioni sociali e di comunità, con poco spazio per dialogare davvero. Il teatro, storicamente, è un luogo di riflessione e confronto: per questo nella prima parte della stagione il pubblico ha assistito allo spettacolo a cui erano abbinati la cena insieme e il confronto con gli artisti».

La seconda parte di stagione, da marzo, manterrà sempre questo impianto di dialogo: «Dopo ogni spettacolo – prosegue Manfredi – ci sarà uno spazio di confronto con gli artisti. È una co-progettazione vera con i comuni, che stanno aumentando di anno in anno. Monteviasco rientra nel progetto “Terre alte”, che approfondiremo nella prossima stagione. I pubblici sono sempre diversi: abbiamo uno zoccolo forte di giovani, anche perché molti spettacoli sono pensati e realizzati da giovani, ma nei comuni meno abituati al teatro stiamo portando proposte nuove, aprendo porte e immaginari dove prima non c’erano».

Un teatro accessibile, sostenibile e in movimento

Accanto ai contenuti, Latitudini cura anche le modalità di fruizione: prezzi differenziati (intero, ridotti per under 18, over 65, allievi e bambini) e sconti specifici per i weekend tematici “Linfa” e “Il Paese dei burattini” favoriscono la partecipazione delle famiglie e dei pubblici più giovani.

Il progetto “Teatribus – l’omnibus del teatro” offre un servizio navetta a basso costo per chi non ha l’auto o preferisce scelte sostenibili, rafforzando l’idea di un teatro davvero vicino ai paesi e alle persone. Il servizio va prenotato entro il giovedì precedente ogni spettacolo e viene attivato son in presenza di una congrua richiesta.

Tra boschi, borghi e piazze, la stagione 2026 di Teatro Periferico conferma così una vocazione precisa: portare il teatro dove di solito non arriva, usare le storie per parlare di natura, fragilità, relazioni e diritti, e fare dei territori della provincia di Varese una mappa viva di incontri, immaginari e comunità

Via Confalonieri, 5

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di marzo

Pubblicato il 06 Febbraio 2026

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