Quel legame nato con i coetanei di Solsona, quattro studenti dello Stein di Gavirate raccontano il loro Erasmus
Davide, Lorenzo, Leonardo e Giulio raccontano l'esperienza che li ha visti protagonisti, insieme alla loro classe, di uno scambio Erasmus coi pari età di una scuola della Catalunya
Quattro studenti dell’Istituto Edith Stein di Gavirate protagonisti su Radio Materia per raccontare la loro esperienza Erasmus. Ospiti della trasmissione “Chi l’avrebbe mai detto”, condotta da Orlando Mastrillo, Davide, Lorenzo, Leonardo e Giulio hanno condiviso il percorso che li ha portati a vincere un concorso scolastico e a partire per uno scambio culturale in Catalogna, tra accoglienza, scuola e vita quotidiana a Solsona.
Dalla selezione al viaggio in Catalogna
Il viaggio nasce da un bando Erasmus vinto grazie a un progetto scolastico. Un’opportunità completamente finanziata dall’Unione Europea che ha permesso ai quattro ragazzi di vivere un’esperienza all’estero. Prima tappa, l’accoglienza dei coetanei catalani in Italia, poi la partenza per la Spagna, dove sono stati ospitati dalle famiglie degli studenti locali.
L’accoglienza e i legami tra coetanei
Tra gli aspetti più significativi, il rapporto umano. «Tra noi giovani europei ci sono meno differenze di quanto si pensi, è stato tutto molto naturale» – raccontano i ragazzi –. Un’impressione condivisa, soprattutto se confrontata con il rapporto con gli adulti, percepito come più distante.
Leonardo ricorda in particolare il calore della famiglia ospitante: «I nonni del mio partner mi hanno accolto come se mi conoscessero da sempre» – studente –. Un’esperienza che ha contribuito a rendere il soggiorno ancora più coinvolgente.
Scuola: due modelli a confronto
Ampio spazio anche al confronto tra sistemi scolastici. A Solsona, spiegano, l’ambiente è più rilassato e informale. «I professori sono quasi amici» – raccontano –. La scuola non è solo luogo di studio, ma anche spazio di socialità, con aree dedicate allo sport e momenti all’aperto durante le pause.
Diversi anche gli orari: le lezioni terminano nel primo pomeriggio, ma con un carico percepito come più leggero rispetto a quello italiano. Un approccio che ha colpito positivamente gli studenti gaviratesi.
Differenze di vita quotidiana e territorio
Non sono mancate le sorprese legate allo stile di vita. In Catalogna, i centri abitati risultano più distanti tra loro rispetto all’Italia. Una caratteristica che ha inciso soprattutto sull’esperienza di uno dei ragazzi, ospitato in un piccolo paese di circa 90 abitanti.
«Sembrava di vivere 80 anni indietro» – racconta scherzando, descrivendo una casa senza fornelli, dove si cucinava solo con fuoco e griglia. Una situazione che, unita alla distanza da Solsona e alla mancanza di mezzi pubblici, ha reso l’esperienza più complessa, ma anche più significativa.
Un’esperienza che lascia il segno
Nonostante qualche difficoltà di adattamento, il bilancio è decisamente positivo. I quattro studenti concordano nel definire l’Erasmus come un momento fondamentale di crescita personale. «Ti apre la mente e ti costringe a metterti in gioco» – spiegano. Migliorano le competenze linguistiche, ma soprattutto si sviluppa una maggiore capacità di adattamento e comprensione delle diverse culture. Un’esperienza che i ragazzi auspicano possa ripetersi, confermando il valore di questi progetti nel creare connessioni tra giovani europei.









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