A Sesto Calende trent’anni di corsi di italiano per stranieri: la storia di Cittadini del Mondo
Dai primi anni Novanta a oggi il clima verso l’immigrazione è cambiato profondamente. Tra corsi di italiano, supporto burocratico e iniziative culturali, l’associazione continua a lavorare per costruire integrazione sul territorio
Grazie ai loro corsi di italiano migliaia di stranieri sono riusciti ad integrarsi meglio e più velocemente con benefici per tutta la comunità, un’opera instancabile quella dell’associazione Cittadini del Mondo che ha attraversato le varie trasformazioni della società italiana senza perdere la bussola.
Il podcast Soci All Time di Radio Materia ha ospitato un’intervista a Giovanni Chinosi, tra i fondatori dell’associazione Cittadini del Mondo di Sesto Calende. Un dialogo che ripercorre oltre trent’anni di attività e che racconta come sia cambiato nel tempo il modo di accogliere e integrare gli stranieri in Italia.
L’associazione nasce nel 1991 con un obiettivo molto chiaro: aiutare gli immigrati a integrarsi attraverso l’insegnamento della lingua italiana. «La lingua è la chiave per trovare lavoro, casa e per riuscire a orientarsi nella vita quotidiana» spiega Chinosi. Imparare l’italiano significa poter comunicare, comprendere i documenti e acquisire autonomia.
Trent’anni di accoglienza a Sesto Calende
Fin dall’inizio, Cittadini del Mondo ha organizzato corsi di italiano per stranieri, diventando negli anni un punto di riferimento per chi arriva sul territorio. Le lezioni sono tenute da volontari e spesso rappresentano il primo luogo di incontro tra persone provenienti da Paesi e culture diverse.
«All’inizio degli anni Novanta il clima era molto diverso – racconta Chinosi –. C’era curiosità reciproca e una grande voglia di conoscersi». In quegli anni non esistevano molte delle norme che oggi regolano l’immigrazione e l’integrazione avveniva spesso in modo spontaneo, attraverso feste, momenti di condivisione e iniziative comuni.
Un contesto cambiato nel tempo
Con il passare degli anni, però, il quadro è diventato più complesso. Le leggi sull’immigrazione si sono moltiplicate e la burocrazia è diventata sempre più articolata. «Oggi gli stranieri devono districarsi tra una miriade di norme e documenti, spesso scritti in un linguaggio difficile anche per gli italiani» osserva Chinosi.
Tra i requisiti più rilevanti c’è l’obbligo di dimostrare una conoscenza della lingua italiana almeno di livello A2 per ottenere o rinnovare alcuni permessi di soggiorno. Un passaggio che ha reso ancora più centrale il ruolo dei corsi di lingua.
Non solo corsi di italiano
Negli anni l’associazione ha ampliato le proprie attività. Accanto alle lezioni di lingua sono nati sportelli di supporto amministrativo, pensati per aiutare gli stranieri a orientarsi tra permessi di soggiorno, pratiche burocratiche e documenti.
Non manca anche l’aspetto culturale. Tra le iniziative promosse ci sono la pubblicazione di testi scritti dagli studenti dei corsi e l’organizzazione di convegni regionali dedicati ai temi dell’integrazione. Occasioni che permettono di raccontare storie personali e di costruire ponti tra comunità diverse.
Il valore del volontariato
Uno degli elementi che ha permesso all’associazione di proseguire la sua attività per oltre tre decenni è la presenza di molti volontari. «Senza di loro non sarebbe stato possibile portare avanti questo lavoro» sottolinea Chinosi, ricordando l’impegno di insegnanti, mediatori e cittadini che dedicano tempo e competenze ai corsi e alle attività di supporto.
Guardare al futuro
Dopo più di trent’anni di esperienza, il messaggio che arriva dall’associazione è chiaro: l’integrazione è un processo che richiede impegno reciproco, ma rappresenta anche un’opportunità per la società.
«Gli stranieri non sono un problema – conclude Chinosi –. Sono una risorsa preziosa per il nostro Paese». L’auspicio è che anche le istituzioni riconoscano sempre di più questo valore, sostenendo le realtà che ogni giorno lavorano per costruire comunità più inclusive.









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