Disagi all’Asst Sette Laghi per il passaggio al CUP regionale, la UIL FP: «Persi almeno cento esami»
Il segretario provinciale Firrisi denuncia la situazione che si è creata pur avendo tempo di organizzare perchè non è stata curata la formazione degli operatori. Chiede il ripristino tempestivo delle agende per abbattere le liste d'attesa
L’attivazione del nuovo sistema di prenotazione CUP unico regionale, avvenuta l’8 giugno scorso all’Asst Sette Laghi, sta provocando gravi disagi sia agli operatori sanitari sia agli utenti. A denunciare la situazione è Gianluca Firrisi, segretario provinciale della UIL FP, che parla di criticità pesanti e di una transizione gestita senza un’adeguata pianificazione.
Non sono state aperte le agende mensili per l’abbattimento delle liste d’attesa
«Dal giorno dell’avvio – spiega il sindacalista – il nuovo sistema non risulta configurato correttamente: non è stato possibile aprire regolarmente le agende mensili dedicate all’abbattimento delle liste d’attesa, gli operatori non sono stati formati in modo adeguato e la fase di passaggio non è stata accompagnata da test preliminari né da affiancamenti strutturati sul campo».
«Il nuovo gestionale è stato introdotto senza una reale pianificazione complessiva», afferma Firrisi, ricordando che la data di avvio era nota da tempo e che vi erano quindi tutte le condizioni per organizzare meglio tempi, modalità e supporto tecnico.
Perso un centinaio di prestazioni mentre alcuni appuntamenti si accavallano
Le conseguenze si stanno già misurando in termini concreti. Si stima una perdita di almeno un centinaio di prestazioni, tra risonanze magnetiche, esami diagnostici di alta complessità e visite specialistiche. Si registrano inoltre sovrapposizioni di appuntamenti, con due pazienti prenotati alla stessa ora per esami che richiedono tra i trenta e i sessanta minuti, con il rischio concreto di aggravare ulteriormente le liste d’attesa.
Gli utenti non trovano risposte chiare né percorsi certi, mentre il personale si trova a gestire da solo problemi tecnici e organizzativi che non dipendono da lui.
Tecnici informatici tamponano le emeregenze
A complicare ulteriormente il quadro, rivela Firrisi, i tecnici informatici assegnati al CUP vengono continuamente dirottati da un reparto all’altro per tamponare le emergenze, lasciando di fatto i reparti privi di supporto continuativo e scaricando sugli operatori sanitari oneri tecnici che non competono loro.
Il sindacato tiene a precisare che la critica non riguarda il programma in sé, che opportunamente configurato e con una formazione adeguata potrebbe rivelarsi uno strumento utile, bensì la gestione complessiva del progetto, della transizione e della preparazione del personale. «Non è stato organizzato un percorso graduale, non è stata curata adeguatamente la formazione degli operatori in base alle loro abilitazioni e mansioni, non sono stati previsti affiancamenti stabili e mirati nei singoli reparti» conclude Firrisi.
Una carenza tanto più inaccettabile, sottolinea la UIL FP, perché non si è trattato di un imprevisto ma di una scadenza programmata e conosciuta in anticipo.
Cinque richieste per risolvere i problemi
Di fronte a questa situazione la UIL FP avanza cinque richieste precise alla direzione aziendale e alla Regione. La prima è il ripristino tempestivo delle agende per l’abbattimento delle liste d’attesa e il recupero programmato, attraverso un piano straordinario, degli esami saltati in questi giorni.
La seconda è la presenza continuativa e programmata di tecnici informatici in ogni reparto, con affiancamenti strutturati agli operatori fino alla completa stabilizzazione del sistema. Segue la richiesta di un piano formativo specifico, calibrato sulle diverse abilitazioni e responsabilità professionali, con momenti di aggiornamento e verifica effettiva delle competenze acquisite. Il sindacato chiede inoltre un confronto urgente con la direzione aziendale e con la Regione per rivedere modalità, tempi e governance dell’implementazione del CUP unico regionale, assicurando che le future fasi di sviluppo siano pianificate, testate e condivise con i professionisti coinvolti.
«Non è accettabile che una riorganizzazione presentata come migliorativa si traduca in un peggioramento concreto del servizio, in un aumento delle liste d’attesa e in un aggravio insostenibile per lavoratrici, lavoratori e cittadini», commenta Firrisi. Una carenza tanto più inaccettabile, sottolinea la UIL FP, perché non si è trattato di un imprevisto ma di una scadenza programmata e conosciuta in anticipo.










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