Da Novara a Biella al VCO imprese in cerca di competenze tecniche: l’analisi di Openjobmetis
Da Novara a Omegna, passando per Biella e Ivrea, la sfida dei prossimi anni sarà integrare dati, tecnologia e percorsi formativi per sostenere uno sviluppo occupazionale equilibrato. Lo studio di Openjobmetis fotografa un’area produttiva articolata e ancora dinamica
Il mercato del lavoro nel Piemonte orientale si conferma dinamico e articolato, ma deve fare i conti con una crescente difficoltà nel reperire profili tecnici e specializzati. È quanto emerge dall’analisi realizzata da Openjobmetis, tra le principali Agenzie per il Lavoro in Italia, presente sul territorio con diverse filiali tra Novara, Biella, Omegna, Verbania e Ivrea.
Da un lato distretti industriali storici e un tessuto di piccole e medie imprese che continuano a rappresentare l’ossatura produttiva dell’area; dall’altro un mismatch sempre più marcato tra domanda e offerta di lavoro, legato soprattutto alla carenza di competenze tecniche. La domanda si concentra in particolare nei comparti manifatturiero, metalmeccanico, gomma-plastica, chimico e alimentare, ma le imprese faticano a trovare personale qualificato.
Novara locomotiva dell’area
Secondo lo studio, la provincia di Novara è la più dinamica per volume di assunzioni e varietà dei settori coinvolti. Il chimico si conferma uno dei principali motori occupazionali, insieme al tessile – sostenuto anche dalla presenza di grandi marchi del lusso – e all’alimentare.
Rilevante anche il metalmeccanico, con una forte incidenza dell’oil & gas e dello storico comparto delle rubinetterie, oggi in fase di rallentamento ma ancora strategico per l’occupazione locale.
Gli inserimenti realizzati da Openjobmetis riguardano in larga parte profili operai (86%), con una prevalenza maschile del 66%. Il 44% delle assunzioni interessa under 30, un altro 44% la fascia tra i 30 e i 50 anni, mentre il 12% è rappresentato da over 50: un equilibrio che segnala la capacità di combinare ricambio generazionale e valorizzazione dell’esperienza.
Biella tra stabilità e specializzazione
Nel Biellese, territorio storicamente legato al tessile, il mercato del lavoro appare più stabile e con volumi più contenuti. Il 95% degli inserimenti riguarda figure operaie, con una distribuzione di genere sostanzialmente equilibrata.
Qui emerge una forza lavoro mediamente più matura: il 27% degli inserimenti interessa over 50, a conferma del peso delle competenze consolidate. Le aziende clienti operano soprattutto nei comparti tessile ed elettrotecnico, dove cresce la difficoltà nel reperire personale qualificato. Per rispondere a questa esigenza sono state attivate Academy dedicate alla formazione di profili specializzati.
Ivrea tra innovazione e diversificazione
L’area di Ivrea, segnata dall’eredità industriale di Olivetti, presenta una domanda più marcata di profili tecnici e impiegatizi. Le figure operaie rappresentano il 58% del totale, a fronte di una presenza significativa di ruoli organizzativi e specialistici.
Metalmeccanico e automazione incidono per il 32% delle richieste, seguiti da ICT (25%), sanità (17%), servizi di pulizia (21%) e alimentare (5%). La fascia più rappresentata è quella tra i 30 e i 50 anni, ma non manca una quota rilevante di under 30, segno di un ricambio generazionale progressivo.
Omegna e Verbano Cusio Ossola, pesa la vicinanza alla Svizzera
Nel territorio di Omegna e del Verbano Cusio Ossola il mercato del lavoro risente della prossimità con la Svizzera italiana, che incide sulla disponibilità di manodopera qualificata. Il comparto metalmeccanico resta predominante, affiancato da sanità e servizi.
Anche qui la principale criticità è il reperimento di profili tecnici specializzati. Per far fronte ai fabbisogni locali è stato avviato nell’area di Omegna un progetto per la formazione di operatori socio-sanitari.
La sfida dei prossimi anni
Il Piemonte orientale si conferma dunque un’area produttiva solida e differenziata, ma chiamata a gestire il ricambio generazionale e ad aumentare l’attrattività delle professionalità tecniche.
«In un contesto così articolato la vera sfida non è soltanto coprire le posizioni aperte, ma accompagnare le imprese in una programmazione più consapevole dei fabbisogni e le persone in percorsi di crescita coerenti con le trasformazioni in atto» – Manuela Vedda, Responsabile d’area di Openjobmetis -. «Il Piemonte orientale ha energie e competenze importanti: per valorizzarle serve una visione di medio periodo, capace di mettere in rete aziende, territorio e formazione».
Una partita che, secondo l’analisi, si giocherà sulla capacità di integrare lettura dei dati, strumenti tecnologici – compreso l’uso appropriato dell’intelligenza artificiale – e conoscenza diretta dei territori, per rendere più efficace l’incontro tra imprese e candidati.





