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Non serve la Famiglia del Mulino Bianco: storia di Laura e di quel seme chiamato Affido

Per sostenere un bambino che sta attraversando un momento difficile non bisogna essere perfetti. Basta essere presenti per guidarlo verso l'autonomia

Generico 02 Feb 2026
Foto da Pixabay

Essere genitori affidatari non significa essere perfetti, ma essere presenti. Lo dice anche la testimonianza di Laura una donna single che ha scelto di aprire la propria porta a un bambino, scoprendo che per seminare fiducia nel futuro non servono legami di sangue e perfezione, ma la capacità di restare.

Oltre il mito della perfezione

«Ma perché non prendi un bambino in affido?»
Quando una sua amica glielo propose anni fa, Laura pensò che fosse l’idea più bizzarra del mondo. Era sola, single, senza fratelli o sorelle, e con una mamma non più giovane di cui occuparsi. Eppure, oggi, quel bambino che è entrato nella sua vita a due anni e mezzo sta per compierne undici. Ed è proprio dalla sua storia che emerge una verità sull’affido familiare spesso trascurata, sebbene fondamentale: non serve una famiglia da pubblicità per sostenere un bambino che sta attraversando un momento difficile, serve una rete umana.

Spesso si rinuncia all’idea dell’affido perché ci si sente inadeguati.
Laura stessa si chiedeva se avesse i requisiti necessari per diventare una mamma affidataria, ma la risposta che ha ricevuto dai servizi sociali può aiutare a far chiarezza chiunque stia valutando questa strada: i bambini che arrivano da situazioni difficili non cercano la “famiglia del mulino bianco”, ma qualcuno che sappia amarli ed insegnare loro che le relazioni significative si costruiscono e si curano.

Mamma è chi fa le cose della mamma

Uno dei momenti più intensi del racconto di Laura risale a qualche anno fa, durante una festa della mamma. In auto, sentendo gli auguri alla radio, il piccolo si girò verso di lei dicendo: “Auguri”. Davanti allo stupore di Laura, fu lui, a soli cinque anni, a spiegarle il senso profondo del loro legame: “Io ho la mia mamma della pancia, ma chi fa le cose della mamma sei tu: mi porti all’asilo, mi curi se sto male”.

L’affido è anche questo: un delicato equilibrio tra il rispetto per il prima – la storia e la famiglia d’origine del bambino – e la costruzione di un oggi in cui ci si scopre pian piano e si cresce insieme.
Non è una strada tutta in discesa.
Laura non nasconde la fatica di gestire tutto da sola, i giorni in cui “non sa da che parte è voltata”, ma il bilancio è straordinariamente positivo.

«È un’esperienza che rifarei al volo», afferma. Perché l’affido non fa crescere solo il bambino. Obbliga l’adulto a evolversi, a spostare i propri confini, a cambiare il modo di guardare il mondo.
Oggi, il rapporto con la madre naturale è sereno e questo clima di fiducia che si è generato è importantissimo, poiché legittima il bambino a vivere la sua vita senza sensi di colpa, sentendosi autorizzato a voler bene a entrambi i suoi mondi.

Il seme della fiducia

L’obiettivo finale dell’affido non è il possesso, ma l’autonomia. «Non so per quanto staremo insieme – conclude Laura – ma spero che il tempo passato con me sia bastato a piantare un seme: l’idea che lui possa avere un futuro diverso, che sappia riconoscere la bellezza e avere fiducia nel mondo e in se stesso».
L’affido familiare è una preziosa risorsa per il presente, ma rappresenta anche un investimento sul futuro di un bambino, poiché dà vita ad un bagaglio di relazioni che lo sosterrà per tutta la vita.

Chiunque può diventare genitore affidatario, coppie sposate o conviventi – con o senza figli – o persone single, come Laura.
Non ci sono limiti di età, purché vi sia una maturità adeguata a seguire la crescita del minore.
Non serve essere supereroi, serve solo il desiderio di fare spazio.

Per saperne di più

Se questa storia ti ha colpito e vuoi avvicinarti al mondo dell’affido familiare, puoi rivolgerti al Servizio affidi del tuo territorio.
A breve partiranno due percorsi informativi di 4 incontri. totalmente gratuiti e non vincolanti.

Da mercoledì 4 marzo, presso il Centro di Aggregazione Giovanile di Corgeno di Vergiate.
Iscrizione obbligatoria a QUESTO LINK.

Da giovedì 7 maggio, presso il Centro di Aggregazione Giovanile comunale di Luino.
Iscrizione obbligatoria a QUESTO LINK.

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 06 Febbraio 2026
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