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Le persone ricominciano a cercare lavoro. Risale l’occupazione in provincia di Varese

Le aziende non trovano personale qualificato in ben il 51% dei casi. L'analisi a cura dell’Ufficio Studi e statistica di Camera di Commercio

fabio lunghi

Sono 373mila, 205 mila uomini e 168mila donne, le persone residenti sul territorio della provincia di Varese inserite nel mondo del lavoro: è quanto emerge dall’indagine annuale Istat, analizzata dall’Ufficio studi e statistica di Camera di Commercio.
Il dato evidenzia una crescita rispetto al 2020 che ha quasi colmato il divario rispetto al periodo precedente l’allerta sanitaria, con il tasso d’occupazione che è risalito dal 64,7% al 66,2%. «Un segnale di indubbia vivacità – ricorda il presidente di Camera di Commercio, Fabio Lunghi – che però dovrà trovare conferma nei prossimi mesi a fronte delle preoccupazioni che emergono a causa del conflitto, ma anche dell’aumento dell’inflazione indotto dalla impennata dei prezzi delle materie prime, tra l’altro spesso difficili da reperire. Una situazione rispetto alla quale le nostre imprese chiedono a gran voce un deciso intervento governativo finalizzato al contenimento dei costi produttivi».

LE PERSONE RICOMINCIANO A CERCARE LAVORO

Ritornando all’analisi del mercato del lavoro 2021, l’elemento chiave sul nostro territorio è stata la ritrovata proattività delle persone nella ricerca d’occupazione, contrastando l’effetto scoraggiamento che aveva caratterizzato il periodo del lockdown. Non è un caso che l’allargamento della platea abbia coinvolto in particolare le figure che avevano subito maggiormente i contraccolpi dell’allerta sanitaria: donne, che nel 2021 hanno visto una crescita degli impieghi pari a 10mila unità, e giovani fino a 29 anni, per i quali i contratti si sono incrementati del 30% nell’arco di dodici mesi.

La conseguenza è stata che, se una quota importante di persone è rientrata nel circuito lavorativo, molti aspiranti occupati sono ancora alla ricerca di un posto: ecco allora che il tasso di disoccupazione provinciale è salito dal 5,3% al 6,6%.
Quanto ai settori, forte la crescita indotta dalle agevolazioni previste per l’edilizia (+2.563 occupati nel 2021 rispetto al 2020), ma importante anche l’aumento di chi è impiegato nell’agricoltura (+1.828), in questo caso anche per effetto della regolarizzazione prevista dal Decreto Rilancio, e nell’industria (+1.666). Sempre al ribasso invece il commercio, che ha perso oltre 6mila dipendenti, testimoniando la forte difficoltà che il settore ancora attraversa.

LE IMPRESE CERCANO PERSONALE MA NON TROVANO I PROFILI GIUSTI

Intanto la ricerca Excelsior, condotta da Unioncamere e Anpal, ci dice che nel 2021 il 57% delle imprese varesine ha dichiarato di avere l’esigenza di inserire personale nel proprio ciclo operativo: il dato è superiore anche a quello del 2019 precedente all’emergenza sanitaria, quando la percentuale si fermava al 56%. La domanda maggiore di lavoratori è stata registrata nei servizi di alloggio e ristorazione e in quelli turistici, con oltre 10mila richieste.

Qui però emerge con forza anche il problema del reperimento di figure adeguate: le aziende non trovano personale qualificato in ben il 51% dei casi. I problemi, comunque, riguardano nel complesso il sistema economico varesino: per il 40% delle posizioni ricercate le imprese hanno dichiarato di non reperire sul mercato del lavoro le competenze di cui necessitano. Una difficoltà che è legata principalmente alla mancanza di candidati (19,1%), ma anche all’inadeguatezza della preparazione (16,7%) in termini di soft skill come flessibilità, adattamento e capacità di lavorare in gruppo.

Pubblicato il 28 Marzo 2022
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