Collegamenti, nuove stanze segrete e ostello: l’Eremo riapre e scommette sul turismo tutto l’anno
Un investimento importante per l'Eremo grazie al progetto "Varese Cultura 2023" che nei prossimi anni vedrà diversi lavori di ampliamento e riqualificazione. Già dalla primavera collegamenti navetta con i comuni del Lago
Diverse le novità che riguardano l’Eremo di Santa Caterina del Sasso di Leggiuno che grazie al progetto “VareseCultura 2030” della Provincia di Varese, vedrà molte novità a partire già da questa primavera e fino al 2023. Diversi gli aspetti che verranno migliorati, ampliati o riqualificati per permettere alla struttura di essere ancora più attrattiva di quanto già non lo sia. A 31 dicembre 2025 contava più di 158mila visitatori e l’idea è quella di un turismo sempre più ampio, distribuito durante tutto l’anno e non solo durante la bella stagione, variegato e agevolato da servizi e opportunità.
Bene di proprietà della Provincia di Varese è gestito da tre anni da Archeologistic ed è Elena Castiglioni a tracciare il quadro attuale: «L’obiettivo è quello di avere un pubblico non più e solo stagionale ma distribuito durante tutto l’anno e in diversi momenti. Per questo l’Eremo è aperto tutti i giorni dell’anno e organizziamo visite guidate in giorni feriali e non solo nel fine settimana. Inoltre, stiamo lavorando per fare in modo che chi arriva all’Eremo possa scoprire anche il resto del Lago Maggiore e viceversa». Per questo già da giugno e fino a settembre è prevista una navetta (un giorno a settimana) che darà la possibilità a chi lo desidera di fare tappa a Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno, Laveno Mombello, Ispra e viceversa.
Inoltre, le corse dei traghetti del Lago Maggiore dal 28 marzo permetteranno di arrivare con tratta diretta da Laveno a Santa Caterina del Sasso e le tratte di navigazione generiche andranno ad implementare come tappa anche l’Eremo. E ancora, il bar ristoro sta ampliando i suoi spazi ed entro aprile sarà nuovamente aperto mentre l’ostello è aperto: «Stiamo lavorando per metterlo in rete ma è già possibile prenotare il pernottamento contattandosi per mail o telefono».
Bun navetta e più traghetti per l’Eremo
Una stagione che si preannuncia in crescita, ma le novità non si fermano qui. Come dicevamo, “VareseCultura 2030” è un progetto di Provincia di Varese di pianificazione che coinvolge enti pubblici e realtà culturali con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio provinciale. In questo, rientra anche il piano di progettualità dell’Eremo e gli interventi previsti sono diversi. Abbiamo chiesto a Matteo Marchesi, delegato provinciale, di spiegarci le principali iniziative. Partiamo dalla mobilità, come già detto, sono previste navette ad hoc ed è stato integrato il servizio di navigazione: «Ma non è tutto. Stiamo lavorando per una accessibilità maggiore del sito in rete con i comuni del territorio. Uno studio ci aiuterà a capire qual è la migliore strategia da applicare in questo senso, se delle navette o altro», continua Marchesi. Inoltre, nell’ottica di promozione del bene, è in atto uno studio per riaprire e valutare gli antichi sentieri che portano al Quicchio, in modo che l’Eremo sia raggiungibile anche dagli amanti del trekking».
L’amplimento degli spazi e lo smart museo
Il progetto prevede poi una grande riqualificazione degli spazi, con l’ampliamento delle aree espositive ed in particolare un grosso intervento di riqualificazione del convento meridionale (questo per un investimento di 600mila euro).
Stanze oggi non ancora accessibili al pubblico che diventeranno parte del percorso di visita per chi arriva all’Eremo. L’idea è quella di aprire nuove stanze ma anche di realizzare dei percorsi espositivi, un museo smart dotato di pannelli tecnologici. Inoltre, è già previsto un lavoro di approfondimento sugli affreschi del Beato Alberto, per restituire una lettura più completa e consapevole del complesso. Ci saranno poi dei lavori di miglioramento della fruizione, con interventi pensati per rendere la visita più agevole e inclusiva anche in ottica di rispetto ambientale. «I lavori inizieranno già alla fine del 2026 ma ci vorrà del tempo per vedere i risultati ma entro il 2030 il grande intervento di recupero e valorizzazione dovrebbe essere terminato», sottolinea Marchesi,
Marchesi spiega che la trasformazione passerà anche da un rafforzamento dell’offerta culturale. L’idea è quella di creare un calendario sempre più ampio e condiviso di eventi culturali con una programmazione che comprenderà iniziative come stagioni musicali, esposizioni temporanee ed eventi diffusi, in grado di valorizzare il sito lungo tutto l’arco dell’anno. Per Santa Caterina del Sasso si apre così una nuova fase, in cui la tutela del patrimonio si affianca a una visione più ampia di sviluppo culturale e turistico.












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