Parla l’amica di Grey Noralba, uccisa a Vergiate: “Mai visto in lei comportamenti violenti”
La donna intervistata dal quotidiano Abruzzese Il Capoluogo racconta della vita della vittima assassinata una settimana fa a Cuirone. Oggi a Pavia l’esame autoptico
Caterine Yolani Peñaranda (nella foto) sta seduta sotto una pianta di melograno e in tre minuti riesce a raccontare la vita di una donna che non c’è più, uccisa secondo l’accusa dal compagno.
Un omicidio avvenuto una settimana fa a Cuirone, frazione di Vergiate, anche se il dramma che si è compiuto in provincia di Varese ha assunto una doppia trama, che ha portato l’omicida reo confesso, il 53enne Marco Panichi, a raggiungere la sua terra natale, l’Abruzzo, dopo aver commesso il delitto.
Grey Noralba Sanmartin Villalba, 36 anni, vittima e compagna di Panichi, viene raccontata dalla sua amica del cuore in un’intervista realizzata dalla giornalista del quotidiano Il Capoluogo, Loredana Lombardo, che non è solo un giusto pretesto per dare voce anche a chi non esiste più, ma rappresenta un elemento in più in questa storia, dove finora hanno parlato, da un lato, i rilievi degli inquirenti, che hanno lasciato trapelare l’alto numero di coltellate ricevute dalla vittima, e, dall’altro, la difesa, che ha descritto l’omicidio come una reazione dell’uomo a una prima aggressione, durante la quale avrebbe riportato alcune ferite da coltello alle braccia.
Sul punto, gli inquirenti hanno disposto un esame medico-legale su Panichi, i cui risultati sono attesi. Oggi, giovedì, è prevista invece l’autopsia presso la medicina legale di Pavia.
Nel mezzo, un’esistenza distrutta, familiari in Colombia che hanno perso affetti e amori, due figli minori che non hanno più una madre. Una donna che, come ricorda l’amica, «non aveva mai dato segni di violenza». Un particolare che in questa storia può avere rilievo, dal momento che il racconto dell’indagato sui fatti contempla una «gelosia parossistica», per dirla con le parole del suo avvocato, Leonardo Casciere, gelosia che sarebbe culminata nella violenza iniziale della donna.
Invece, l’amica è certa che Grey Noralba Sanmartin Villalba non fosse una donna incline alla violenza: «Mai un segno di violenza o aggressività», in tanti anni di conoscenza, tanto da diventare amiche del cuore.
Le indagini proseguono per ricostruire quanto avvenuto una settimana fa al piano superiore di quell’appartamento di via De Amicis, nel vicolo che quasi pare nascosto rispetto alla strada principale che porta al quadrivio della frazione.
Caterine Peñaranda, nell’intervista, insiste sul tema della violenza di genere: Grey era una ragazza allegra, con un futuro davanti. Adesso non c’è più. «Voglio alzare la voce per lei e per tutte le donne uccise. Il grido di Grey è il grido di tutte».









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