Scuola e impresa a Bodio Lomnago: Casa Agricola apre agli studenti con la mostra Lab@Store
Casa Agricola ha aperto uno spazio espositivo dedicato al verde con le opere degli allievi dell’Agenzia Formativa di Tradate e Gallarate. Saldatura, falegnameria e servizi di vendita hanno lavorato insieme
Molti collaboratori di Casa Agricola hanno cominciato con uno stage scolastico e sono rimasti. Da oggi, 16 ottobre, la scuola è tornata nel centro di Bodio Lomnago con una mostra: Lab@Store, “Il metallo fiorisce e la natura prende forma”, costruita dagli allievi di saldatura, falegnameria e servizi di vendita delle sedi di Tradate e Gallarate dell’Agenzia Formativa della Provincia di Varese.
Un progetto intenso, che ha visto fondersi tre percorsi scolastici in un unico grande sforzo corale. Gli allievi di saldatura hanno dato vita ai manufatti e alle installazioni con la forza del fuoco e del ferro, i compagni di falegnameria hanno modellato le strutture espositive con il profumo del legno, mentre i ragazzi dei servizi di vendita hanno curato con eleganza e precisione l’intero allestimento. Competenze diverse, storie diverse, unite per un unico ed emozionante risultato che i giovani protagonisti hanno presentato oggi con orgoglio.
Per il presidente di Casa Agricola, Giacomo Brusa, la mostra apre una fase nuova. «Abbiamo pensato questo luogo non solo come un punto vendita e un centro di coltivazione di piante, ma anche come un posto in cui poter condividere con i nostri clienti e i nostri collaboratori delle iniziative culturali», ha spiegato. Alle spalle dello spazio c’è il centro di formazione hobbistica, la cui attività è partita a settembre. Il passo successivo sono le mostre d’arte, le presentazioni di libri e i momenti musicali. «Oggi inauguriamo anche questa attività con l’Agenzia formativa della provincia di Varese», ha detto Brusa, che ha ringraziato i ragazzi e in particolare Leonardo, Martina e Andrea, del corso di allestimento.
Brusa ha ricordato i rapporti dell’azienda con il mondo della scuola. Casa Agricola accoglie molti stagisti e collabora con il centro di formazione professionale per ragazzi disabili della provincia, con l’Istituto agrario di Villa Cortese, con la scuola di Minoprio e con il Newton. Un ponte solido tra banchi e lavoro: «Tanti nostri collaboratori oggi sono ragazzi che hanno fatto gli stage scolastici e sono rimasti a lavorare qui», ha detto. Il legame serve a entrambe le parti: «La scuola riesce a capire cosa serve all’impresa, e l’impresa ha la possibilità di collocare i giovani».
Un gesto di fiducia verso le nuove generazioni che è stato sottolineato anche da Paola Coltri, amministratore unico dell’Agenzia Formativa, realtà che conta cinque sedi sul territorio varesino, la quale ha definito l’ospitalità di Casa Agricola «un esempio di mecenatismo» raro e prezioso nel panorama imprenditoriale. Ha descritto una fase in cui «c’è una difficoltà da parte dei ragazzi nel capire qual è il loro futuro». E ha aggiunto: «Spesso ci dimentichiamo che la capacità di realizzare qualcosa con le nostre mani ha un valore immenso, e stiamo perdendo questo valore». Per Coltri la mostra va in direzione opposta: «Si pensa sempre che i giovani usino le mani solo per scrollare sui social o per rispondere su WhatsApp. In realtà possono fare tutto quello che oggi è qui esposto».
La sindaca di Bodio Lomnago, Eleonora Paolelli, ha ringraziato Casa Agricola per l’impulso dato al paese da quando si è insediata. «Questa mostra per noi è dare valore alla cultura. Bodio Lomnago è sempre stato legato alla cultura per tanti motivi», ha detto. Il Comune ha concesso il patrocinio perché l’iniziativa, ha spiegato, «ha un valore che va oltre il territorio». Ai ragazzi ha detto: «È arte, e quindi complimenti».
Mentre la mostra si apre ai visitatori, l’impegno dell’Agenzia Formativa non si ferma: gli allievi di saldatura e di falegnameria sono infatti impegnati in questi stessi giorni anche al Salone dei Mestieri di Varese, come ha ricordato Coltri. Una vitalità contagiosa. E le parole finali di Giacomo Brusa suonano come un vero e proprio patto di responsabilità che stringe la comunità attorno al suo bene più grande: «Dobbiamo soprattutto supportare ragazzi come questi, che hanno voglia di fare, di lavorare e di dimostrare le loro capacità».






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