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Al via il bando da 100mila euro di Regione Lombardia per recuperare i mulini storici: contributi fino a 25mila euro

Il bando è aperto a enti pubblici, ecomusei e privati senza scopo di lucro con un contributo che copre fino al 50% del progetto. Domande sulla piattaforma Bandi e Servizi entro il 14 ottobre

Mulino Meraviglia

Regione Lombardia ha aperto il bando per il recupero e la valorizzazione dei mulini storici. La dotazione è di 300mila euro nel triennio 2026-2028, di cui 100mila per quest’anno. La misura, approvata dalla Giunta su proposta dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso, finanzia interventi su strutture, allestimenti e strumenti che rendano questi edifici più accessibili e più facili da visitare.

Come presentare la domanda

Le domande si presentano sulla piattaforma regionale Bandi e Servizi fino alle 16 del 14 ottobre. La procedura è a sportello: le richieste in regola vengono finanziate in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento delle risorse.

Chi può partecipare e quanto si ottiene

Possono chiedere il contributo enti pubblici, ecomusei riconosciuti e soggetti privati senza scopo di lucro, purché siano proprietari, titolari o gestori di mulini costruiti prima del 1948. I progetti devono costare almeno 10mila euro. La Regione copre fino al 50% della spesa approvata, con un massimo di 25mila euro.

Cosa si può finanziare

Il bando sostiene il recupero e la manutenzione delle strutture e delle loro componenti, insieme ad allestimenti e arredi permanenti per esporre, conservare e far visitare i mulini. Rientrano anche l’acquisto e l’installazione di strumenti per migliorare l’accessibilità degli spazi e le attrezzature per la valorizzazione. Sono finanziabili inoltre hardware e software per consultare più facilmente fondi, raccolte e collezioni, e la digitalizzazione dei beni collegati ai mulini, con particolare attenzione a cartografie e documentazione storica.

Le parole dell’assessore

«Vogliamo sostenere chi si prende cura dei mulini storici e lavora per renderli visitabili – dice Francesca Caruso – Mantenerli in buono stato e garantirne l’apertura richiede risorse e impegno costante, che spesso ricadono su proprietari e associazioni. Riaprirli al pubblico permette anche ai più giovani di conoscere mestieri, tecniche e tradizioni che hanno segnato la storia e l’identità del territorio.

Il bando attua la legge regionale 9 del 2026, nata da un progetto di legge di iniziativa consiliare. La misura prevede un’apertura ogni anno, con 100mila euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.

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Pubblicato il 21 Settembre 2026
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