Varese si scopre internazionale: molte le lingue parlate in città per l'”effetto canottaggio”
Ma l'albergatore varesino Simone Segafredo avverte "settimana importante per le gare, ma non mancano i turisti "normali" soprattutto stranieri"
Varese si riempie di lingue diverse in questi giorni, e non è un caso: è l’effetto degli Europei di canottaggio, che stanno portando in città atleti, staff tecnici, giudici e arbitri da tutto il mondo per un weekend di gare dal 31 luglio al 2 agosto. Simone Segafredo, titolare dell’Hotel Ungheria di viale Borri e membro del consiglio di Federalberghi Varese, osserva da vicino il fenomeno giorno per giorno: si può dire anche “stanza per stanza”.
L’arrivo delle squadre
«La maggior parte degli arrivi si concentra tra oggi e domani, tra staff e atleti» racconta Segafredo, che nel suo albergo ospita una parte della squadra svedese in arrivo proprio domani. Chi fa parte dell’organizzazione – giudici, membri della federazione – è invece arrivato con qualche giorno di anticipo, così come chi segue l’evento da vicino e preferisce presentarsi già alla vigilia.
Pienone negli alberghi, ma non sono solo gare
Ma il canottaggio, spiega l’albergatore, non spiega da solo il viavai di lingue straniere per le vie della città. Ci sono anche turisti stranieri che non hanno alcun legame diretto con l’evento: non parenti, non appassionati della manifestazione, ma persone che scelgono Varese per una vacanza vera e propria, magari una settimana, prima di spostarsi altrove. Tra i mercati emergenti Segafredo cita Brasile ed Est Europa oltre alla Danimarca, mentre Francia e Svizzera restano presenze costanti. Gli italiani continuano ad arrivare, soprattutto per soggiorni brevi da weekend, «Anche se quest’anno se ne sono visti un po’ meno» ammette Segafredo.
Alberghi pieni, ma il vero balzo è altrove
Questa settimana gli alberghi sono al completo, complice il canottaggio, che resta il fattore principale di questi giorni. Ma guardando ai volumi complessivi, la fotografia è diversa: l’occupazione media delle strutture alberghiere si attesta intorno all’80%, un dato sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti. È un altro il segmento che sta correndo: il Comune ha registrato un aumento del 30% della tassa di soggiorno, ma si tratta di una crescita che riguarda soprattutto l’extralberghiero, con un numero crescente di B&B comparsi sul territorio negli ultimi tempi.
«Mediamente la città di Varese si attesta intorno l’80% di occupazione media durante l’anno – conferma Segafredo – e questo dato si sta riconfermando sia nel 2025 sia nel 2026.” A fare la differenza, insomma, non sono gli alberghi tradizionali ma la galassia delle strutture extralberghiere.
Da un evento all’altro
Guardando avanti, il 2027 porterà a Varese i Mondiali Master, un altro appuntamento internazionale che si aggiunge al calendario cittadino. Già nel 2015 la città aveva ospitato questi mondiali di categoria che avevano segnato un primo, deciso impatto sul turismo locale. Da lì, complice anche l’onda lunga di Expo, la crescita è proseguita in modo graduale, fino a rendere quella turistica una fetta ormai riconosciuta dell’economia varesina.
“Durante l’evento le strutture alberghiere sono tutte strapiene – conclude Segafredo – Per fare il punto della stagione fino a oggi, siamo in linea con l’anno scorso: un dato per nulla negativo».










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