Processo per il tentato omicidio a Luino sul lungolago: la difesa chiede di contestare anche la rissa
Nell’udienza per il tentato omicidio legato ai fatti del settembre 2025, dopo la visione del video dell’aggressione la difesa ha chiesto al Collegio la riformulazione del capo d’imputazione. Decisione rinviata al 2 luglio
Giornata densa di sviluppi nell’ambito del processo per tentato omicidio relativo ai gravi fatti avvenuti sul lungolago di Luino nel settembre 2025. Nel corso dell’udienza davanti al Collegio giudicante, la difesa di due imputati ha avanzato una richiesta destinata a incidere significativamente sull’impianto processuale: la riformulazione del capo d’imputazione con l’introduzione del reato di rissa, attualmente non contestato dalla Procura.
L’episodio risale alla sera dello scorso settembre, quando sul lungolago cittadino, abituale punto di ritrovo di giovani e adolescenti, scoppiò una violenta lite culminata in un’aggressione con un machete. Nello scontro un ragazzo riportò una profonda ferita a un braccio, con il taglio di diversi centimetri di pelle e tessuto muscolare, rendendo necessario il ricovero in ospedale.
Per quei fatti tre giovani sono finiti sotto processo: uno ha definito la propria posizione attraverso il patteggiamento, mentre gli altri due stanno affrontando il giudizio ordinario. Nel procedimento si sono inoltre costituite due parti civili.
Durante l’ultima udienza odierna sono stati ascoltati due testimoni, tra i quali il padre di uno dei ragazzi che hanno presentato denuncia. Al termine delle testimonianze, l’avvocato Corrado Viazzo, difensore dei due imputati, ha chiesto la proiezione in aula del filmato che documenterebbe le fasi del pestaggio.
Proprio alla luce delle immagini visionate in aula, la difesa ha sostenuto la necessità di una diversa lettura dei fatti, chiedendo al Collegio di valutare la contestazione del reato di rissa. Secondo la tesi difensiva, il video mostrerebbe una dinamica più complessa rispetto a quella finora delineata dall’accusa.
Il Collegio si è riservato la decisione, fissando al prossimo 2 luglio la comunicazione dell’esito. Qualora la richiesta venisse accolta, potrebbero aprirsi nuovi scenari procedurali. L’eventuale contestazione della rissa comporterebbe infatti una ridefinizione delle posizioni delle parti coinvolte, che per tale reato si troverebbero tutte nella veste di imputati.
Resterebbe invece immutato il quadro relativo alle accuse più gravi di tentato omicidio e lesioni aggravate, per le quali continuerebbero a essere individuate le stesse persone offese già indicate nel procedimento. L’udienza del 2 luglio si annuncia dunque decisiva per comprendere quale direzione prenderà il processo.










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