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La commissione Agricoltura della Camera al Jrc di Ispra: “Clima e fertilità mettono alla prova l’agricoltura europea”

Cinque deputati, guidati dalla varesina Maria Chiara Gadda, hanno visitato il centro di ricerca della Commissione europea. Focus su clima, sicurezza alimentare e resilienza dei sistemi agroalimentari

jrc gadda

Una delegazione della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha visitato martedì 16 giugno il Joint Research Centre (JRC) di Ispra, il polo di ricerca della Commissione europea che sulle sponde del Lago Maggiore impiega oltre duemila ricercatori. Una giornata di lavoro dedicata ai temi che più direttamente interessano la XIII Commissione: la tenuta del sistema agroalimentare europeo di fronte ai cambiamenti climatici, la fertilità dei suoli e gli impatti geopolitici sulle filiere.

A guidare la delegazione la deputata varesina Maria Chiara Gadda, vicepresidente della Commissione Agricoltura e prima firmataria della legge 166 del 2016 contro lo spreco alimentare, la cosiddetta “legge Gadda”. Con lei le colleghe Cristina Almici, Laura Cavandoli, Monica Ciaburro e Antonella Forattini, accompagnate dalla consigliera parlamentare Federica Sindici.

Ad accogliere i parlamentari, per il JRC, la direttrice del Dipartimento “Sustainable Resources” Alessandra Zampieri e il direttore del sito di Ispra Laurent Jerrige. La mattinata si è aperta con le presentazioni del Direttorato Risorse Sostenibili: le sinergie con la bioeconomia (Serenella Sala), le analisi socio-economiche sui sistemi alimentari (Emanuele Ferrari) e i metodi sostenibili di produzione agricola (Carlo Rega).

Il programma ha poi portato la delegazione all’interno dei laboratori che fanno del centro un unicum a livello continentale: l’European Laboratory for Structural Assessment, l’European Crisis Management Laboratory, il Water Laboratory e il Cybersecurity Laboratory, prima del pranzo di lavoro con il senior management del JRC.

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«Il centro è un vanto per l’Italia e per la provincia di Varese – ha commentato Gadda al termine della visita –. È a supporto dei decisori politici europei, di molte istituzioni e delle forze di polizia grazie ai suoi oltre 2000 ricercatori impiegati nell’ambito dell’intelligenza artificiale e della cybersicurezza, dell’energia, dell’agricoltura, delle biomasse, dei cambiamenti climatici e della gestione dei grandi rischi». La compresenza di ambiti di ricerca così diversi, ha sottolineato la deputata, «consente la condivisione di una mole ingente di dati e la capacità di interpretarli in una visione di insieme».

Non sono mancati i temi di preoccupazione. «Sono molti gli elementi che riguardano la resilienza in prospettiva del sistema agroalimentare europeo e mondiale – ha osservato Gadda –, a partire dalle proiezioni condivise sugli effetti dei cambiamenti climatici, sulla fertilità dei suoli, sugli impatti geopolitici determinati da scelte commerciali». Un quadro complesso, ma affrontato con uno sguardo costruttivo: «È altrettanto fondamentale, e positivo, apprendere quanto oggi siamo nelle condizioni di conoscere queste evoluzioni, gestendole e accompagnandole con le opportune scelte».

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Pubblicato il 17 Giugno 2026
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