Lugano, la città che invecchia e non fa figli: i dati dell’annuario 2026 aprono un laboratorio sul futuro demografico
Presentato ieri a Villa Ciani "Lugano in cifre", undicesima edizione dell'annuario statistico comunale. Nascite in calo del 12,9% in un anno, del 30% dal 2015. Nasce un laboratorio interistituzionale con USI e SUPSI per affrontare la sfida demografica
Lugano fa i conti con se stessa, e i numeri non lasciano spazio all’ottimismo facile. Ieri sera, a Villa Ciani, la Città di Lugano ha presentato la undicesima edizione di “Lugano in cifre”, l’annuario statistico che ogni anno offre una fotografia aggiornata del territorio su popolazione, economia, mobilità, ambiente, cultura e qualità della vita. L’edizione 2026 ha un filo conduttore più urgente degli altri: la demografia, ovvero una città che invecchia e fa sempre meno figli.
L’occasione ha anche segnato la nascita formale di un Laboratorio interistituzionale sulle sfide demografiche, promosso dalla Città insieme all’Università della Svizzera italiana (USI), alla SUPSI, all’IBSA Foundation e ad altri centri di ricerca. Il laboratorio sarà coordinato da Lugano Living Lab e dal Servizio Statistica Urbana, con il coinvolgimento delle divisioni Socialità e Cultura. Un segnale che i dati non vengono più solo letti, ma iniziano a generare risposte politiche strutturate.
Il sindaco Michele Foletti, nella prefazione all’annuario, scrive che questi fenomeni «non sono semplici statistiche, sono segnali che interpellano le politiche pubbliche, la pianificazione urbana, i servizi alla persona e la coesione sociale».
Ecco i dieci dati che colpiscono di più.
1. Il crollo delle nascite. Nel 2025 a Lugano sono nate solo 371 persone, il 12,9% in meno rispetto al 2024 e oltre il 30% in meno rispetto al 2015. Non è un’anomalia congiunturale: è una tendenza strutturale che si consolida anno dopo anno.
2. Più morti che nati: il saldo naturale è –309. I decessi sono stati 680, quasi il doppio delle nascite. La città non si riproduce. La crescita della popolazione, seppur minima (+126 abitanti), dipende esclusivamente dai flussi migratori.
3. La piramide demografica si è capovolta. La fascia più numerosa è quella dei 50–59enni, con oltre 10.500 persone. I bambini sotto i 9 anni sono meno di 5.000. Per ogni anziano ci sono solo 2,48 persone in età attiva: un rapporto destinato a peggiorare.
4. Gli allievi delle scuole dell’infanzia calano del 7,4% in un anno. Da 1.275 a 1.181 bambini iscritti. Meno bambini oggi significa meno lavoratori e contribuenti domani. Le strutture scolastiche già si interrogano sul proprio futuro.
5. Gli stranieri crescono, gli svizzeri diminuiscono. I cittadini svizzeri scendono per la prima volta sotto quota 40.000 (–303 unità), mentre gli italiani salgono a 17.395, i rumeni crescono del 6,1%, gli ucraini del 3,1%. La composizione sociale della città cambia in modo silenzioso ma costante.
6. Prima città svizzera a certificare l’annuario su blockchain. Tutti i dati statistici vengono autenticati su SwissLedger tramite il servizio Verify Lugano. È una prima assoluta nel panorama della statistica pubblica elvetica, con implicazioni concrete per la trasparenza istituzionale nell’era della disinformazione.
7. I reati contro l’integrità sessuale aumentano del 34%. Da 106 a 142 casi in un anno. Anche i reati contro la vita e l’integrità della persona crescono del 58,8%. Dati che meritano approfondimento sulla sicurezza reale percepita dai cittadini.
8. I reati per immigrazione irregolare quasi raddoppiano. Le violazioni alla legge sugli stranieri per entrata, uscita o soggiorno illegale passano da 139 a 256 casi (+84,2%). Un dato che si inserisce nel contesto europeo di pressione migratoria crescente.
9. Il settore culturale produce ma i musei si svuotano. Le imprese del settore videogiochi crescono del 182%, quelle culturali in generale del 4%. Ma il MASI perde il 22,7% di visitatori alla sede LAC. La cultura genera economia, ma fatica a riempire le sale.
10. La mobilità pubblica cresce, quella privata non arretra. Gli abbonamenti annuali ai mezzi pubblici aumentano del 13,9%. Ma il parco auto cresce ancora (+1,2%) e il tasso di motorizzazione — 609 auto ogni 1.000 abitanti — resta tra i più alti della Svizzera, superato solo dal Canton Ticino.










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