Sesto Calende ringrazia don Luciano Andriolo: “Guida attenta per il bene comune”
Il sindaco Elisabetta Giordani commenta la decisione del parroco di lasciare anzitempo la città sul Ticino. Una scelta che dimostra "una grandissima onestà intellettuale e spirituale"
«Ho letto con profonda commozione la lettera di don Luciano alla nostra comunità pastorale. A nome mio, di tutta l’amministrazione comunale e della cittadinanza di Sesto Calende, desidero esprimere sincera tristezza nell’apprendere la decisione di concludere anzitempo il ministero tra noi». Con queste parole il sindaco Betta Giordani commenta la notizia del trasferimento del parroco don Luciano Andriolo, che lascia l’incarico dopo tre anni di servizio sul territorio.
La prima cittadina, riprendendo la lettera del parroco, definisce la scelta del sacerdote «estremamente sofferta e travagliata» e sottolinea come essa dimostri «una grandissima onestà intellettuale e spirituale».
Il rapporto tra il municipio e la parrocchia è stato caratterizzato da una collaborazione costante e basata su un profondo rispetto. «Da sindaco ho sempre trovato in don Luciano un interlocutore attento, cordiale e guidato da quel principio del bene comune che deve unire chiunque si prenda cura di una comunità» spiega Betta Giordani.
Attraverso le parole del sindaco l’amministrazione comunale rivolge un ringraziamento ufficiale al parroco per l’attività svolta con «profonda gratitudine per l’operato svolto in questi tre anni a Sesto Calende e per il suo instancabile servizio alla comunità, nell’essersi speso nelle relazioni quotidiane e nell’aver stimolato la crescita di un tessuto sociale aperto, vivo e solidale».
Il futuro ministeriale di don Luciano Andriolo lo porterà presso il Romitaggio di Ghirla e la Basilica di San Vittore a Varese. A lui «gli auguri più cari per il nuovo percorso ministeriale» con la certezza che il sacerdote «saprà portare anche lì la stessa umanità e dedizione che abbiamo incrociato in questi anni». A chiudere il messaggio dell’amministrazione è «l’abbraccio affettuoso di tutta la nostra comunità».









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