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Il Patto del Verbano unisce Alfa e Acqua Novara.Vco per la tutela della risorsa idrica

Siglata a Sesto Calende l'intesa biennale tra i gestori del servizio idrico delle province di Varese, Novara e del Verbano-Cusio-Ossola.

Patto del Verbano 2026 alfa

Il Lago Maggiore è elemento cardine per di un grande territorio e richiede un impegno che superi i confini amministrativi. Con queste motivazioni a Sesto Calende è stato siglato il Patto del Verbano, un accordo biennale tra Alfa e Acqua Novara.Vco, i gestori del servizio idrico integrato rispettivamente nelle province di Varese, Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, due delle tre sponde bagnate dal lago (la terza è il Canton Ticino). La sottoscrizione dell’intesa mira a condividere competenze e monitorare lo stato di salute del bacino, affrontando congiuntamente le criticità legate all’inquinamento e ai cambiamenti climatici.

A fare gli onori di casa è stata la sindaca Elisabetta Giordani. «A Sesto Calende il lago i incontra con il fiume e il nostro territorio è in parte sul lago e in parte sul fiume, quindi essere testimonial di questo accordo va nella direzione di un’unità del nostro lago. Avere lo stesso sguardo unitario sul lago sicuramente diventa un punto di forza» ha dichiarato la dichiarazione della prima cittadina sul cortile del municipio.

L’intesa definisce una collaborazione istituzionale a titolo gratuito basata su reciprocità, trasparenza e non esclusività, con una durata di 24 mesi rinnovabili. Dodici sono gli ambiti operativi individuati, tra cui la gestione delle sorgenti, il monitoraggio della qualità delle acque, l’analisi delle performance aziendali e l’organizzazione di strategie comuni di pronto intervento per affrontare situazioni di emergenza.

La visione tecnica dell’accordo è stata illustrata da Marco Cavallin, amministratore delegato di Alfa. «È importante guardare a un bene di tutti, un bene comune, con uno sguardo tecnico, coordinato e sinergico. Le problematiche da affrontare sono tante, dagli inquinanti esterni che arrivano nei depuratori e negli scolmatori, alle sfide nuove. La sinergia che metteremo in campo da oggi non potrà che portare bene». Il progetto, come ribadito da Cavallin, guarda oltre i confini attuali, con l’obiettivo di coinvolgere nel prossimo futuro anche i soggetti svizzeri che interagiscono con il bacino.

Le ragioni dell’unione trovano spazio nelle parole di Daniele Barbone, amministratore delegato di Acqua Novara.Vco. «Avere un approccio che non sia geloso delle proprie competenze è stato quello che ci ha mosso. Perché non mettere a sistema ciò che abbiamo modellizzato? Dall’altro lato Alfa ha sviluppato sistemi di monitoraggio che riteniamo eccellenze nazionali». L’unione delle forze permette un intervento più efficace su un bacino che coinvolge oltre un milione di abitanti, specialmente in momenti di criticità meteorologica.

Emanuele Terzoli, presidente di Acqua Novara.Vco, ha invitato a superare i campanilismi locali nel ventennale di attività della società. «Chiudersi dentro recinti non fa il bene dei cittadini. Ognuno sviluppa delle specificità che vanno a vantaggio di tutti. L’accordo è gratuito e non comporta costi in più, vogliamo solo migliorare il servizio».

Sulla coerenza morfologica dei territori serviti ha puntato l’attenzione Fabio Bandera, direttore tecnico di Alfa. «L’acqua tende a non interessarsi dei confini amministrativi che noi tendiamo a metterle. I due territori hanno una morfologia simile e affrontiamo tematiche analoghe. Abbiamo sviluppato competenze separatamente che possono essere perfettamente messe a sistema, a beneficio dei cittadini delle aree interessate».

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Pubblicato il 04 Giugno 2026
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