Acque sicure tra Italia e Svizzera: nasce il progetto per tutelare i laghi Maggiore e Ceresio
Presentata a Varese l'iniziativa transfrontaliera "SAI - Salvaguardia Aquae Insubriae". Un investimento da un milione di euro per monitorare contaminanti e salute degli ecosistemi con l'approccio "One Health"
Una nuova alleanza scientifica e istituzionale per proteggere il cuore azzurro dell’Insubria. È stato presentato a Varese il progetto Interreg SAI (Salvaguardia Aquae Insubriae), un piano d’azione triennale che vede Italia e Svizzera unite nel monitoraggio avanzato dei laghi Maggiore e Ceresio.
L’iniziativa, sostenuta da un finanziamento complessivo di circa un milione di euro (di cui oltre 884mila destinati ai partner italiani), punta a rivoluzionare la tutela degli ecosistemi lacustri attraverso tecnologie automatiche, sistemi open-source e modelli predittivi del rischio.
Un approccio integrato: la filosofia “One Health”
Il pilastro del progetto è il paradigma “One Health”, che riconosce come la salute umana, quella animale e quella dell’ambiente siano indissolubilmente legate. Il monitoraggio non si fermerà ai parametri tradizionali, ma andrà a caccia di contaminanti emergenti come i PFAS, l’antibiotico-resistenza e le tossine prodotte dai cianobatteri.
“Il progetto SAI rappresenta un passo decisivo per il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi”, ha dichiarato l’assessore regionale Massimo Sertori, sottolineando come la prevenzione sia l’unica strada per garantire la sicurezza sanitaria delle comunità transfrontaliere. Sulla stessa linea il presidente della Provincia di Varese, Marco Magrini, che ha definito i laghi una “leva strategica” per turismo ed economia, ma soprattutto per il benessere dei cittadini.

La rete dei partner
Il coordinamento scientifico è affidato ad ATS Insubria, il cui direttore generale Salvatore Gioia ha evidenziato l’importanza di mettere a sistema competenze trasversali. Al fianco dell’agenzia sanitaria operano:
Università dell’Insubria: impegnata con il Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita nella generazione di nuova conoscenza sul territorio.
SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana): capofila svizzero incaricato dello sviluppo dei sistemi energetici e microbiologici applicati all’ambiente.
IZSLER (Istituto Zooprofilattico Sperimentale): che eseguirà analisi mirate sulle specie ittiche per individuare agenti zoonosici e contaminanti chimici.
Canton Ticino: presente con il Dipartimento della Sanità e della Socialità per uniformare i protocolli di risposta alle emergenze.
Obiettivi e durata
Il progetto avrà una durata di 30 mesi. Durante questo arco temporale, verranno implementati sistemi di controllo costante che permetteranno alle autorità di intervenire tempestivamente in caso di anomalie, garantendo la balneabilità e la qualità delle risorse idriche in un’area geografica dove il confine di stato non deve rappresentare un limite alla tutela della salute pubblica.






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