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Siamo Sestesi: “Reti gas, altro che percorso condiviso. Futuro svenduto”

Dopo il voto sull'alienazione Lega e Forza Italia smentiscono la ricostruzione dell'amministrazione sulla partecipazione della minoranza e sollevano dubbi sulla validità dei documenti tecnici usati per la stima

rete gas

La vendita delle reti del gas a Sesto Calende apre un nuovo, profondo, solco tra l’amministrazione di Sesto Futura e le forze di opposizione di centrodestra. Se la maggioranza ha ratificato in aula l’alienazione degli impianti per un valore stimato di 4,7 milioni euro, i gruppi di Siamo Sestesi, Lega e Forza Italia intervengono ora con una posizione che, come già denunciato alla vigilia del consiglio comunale di martedì 24 marzo, smentisce la narrazione di un iter partecipato.

Sesto Calende vende la rete gas per quasi cinque milioni

Secondo il centrodestra, infatti, il tema ha trovato spazio solo marginalmente negli incontri con la minoranza e nessuna decisione sarebbe mai stata realmente concordata. «Altro che confronto: una riunione convocata all’ultimo momento non è partecipazione, ma una semplice formalità per poter dire di aver “sentito tutti”. Colpisce ancora di più che tutto questo arrivi da chi ama definirsi “casa di vetro”: ancora una volta, la trasparenza resta solo uno slogan».

Al centro della polemica non c’è solo il metodo, ma anche la tenuta economica dell’operazione. Il vicesindaco Giorgio Circosta ha sostenuto la scelta con la necessità di acquisire liquidità immediata per investimenti sul patrimonio e rimborso mutui, evitando l’erosione del valore dovuta all’inflazione. Di parere opposto sono le minoranze, secondo cui il Comune rinuncia così a entrate certe per oltre 4 milioni di euro nei prossimi dodici anni. «Una decisione che rischia di impoverire strutturalmente le casse comunali nel medio-lungo periodo» dichiarano i consiglieri Jole Capriglia Sesia, Marco Colombo e Roberta Colombo, che insistono su come «l’incasso immediato non possa essere utilizzato per la spesa corrente».

Le opposizioni sostengono che la stima alla base dell’operazione sia stata effettuata sulla scorta di una bozza di contratto del 2005, atto che i gruppi di minoranza considerano privo di valore legale. Per questo motivo era stato chiesto il ritiro della delibera, istanza respinta dalla maggioranza che ha scelto di proseguire verso la gara d’ambito dell’Atem Varese 2.

La critica investe infine la mancanza di una visione strategica sul futuro energetico del territorio. Per Siamo Sestesi le reti gas sono «un’infrastruttura chiave» per lo sviluppo di biometano e idrogeno verde e la loro cessione priva l’ente di una leva economica fondamentale. «Cedere oggi questo asset significa rinunciare a un potenziale strategico per il territorio nei prossimi anni» concludono Lega e Forza Italia, che hanno espresso un voto contrario, definendo l’operazione dannosa sia per la trasparenza, sia per le prospettive industriali della città.

FRATELLI D’ITALIA: “SILENZIO SU UN PATRIMONIO DI TUTTI”

Non è mancata una risposta da parte dell’altro gruppo all’opposizione insieme a Siamo Sestesi, ovvero Fratelli d’Italia. «Dopo il muro di gomma nell’ultimo Consiglio Comunale — dove sindaco e maggioranza non hanno spiegato perché i cittadini siano stati tenuti all’oscuro di una scelta così strategica — non siamo rimasti a guardare. Abbiamo depositato ufficialmente un’interrogazione comunale. Vogliamo risposte chiare su trasparenza: Perché la cittadinanza non è stata informata preventivamente? Metodo: Perché si è scelta la via del silenzio su un tema che tocca il patrimonio di tutti?».

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Pubblicato il 26 Marzo 2026

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