Tentano di rapinare un ragazzino sul bus, il padre denuncia: “L’autista non l’ha aiutato”
L’episodio sulla linea V121 che collega Varese a Osmate nel pomeriggio di martedì. Il genitore vuole andare a fondo: “Confido nel funzionamento delle telecamere a bordo del mezzo”
Musica alta e sigarette sul bus. Poi, partita la corsa, comincia l’incubo con un vero e proprio tentativo di rapina ai danni di un ragazzo sedicenne che sta tornando da scuola. Lo studente chiede aiuto, ma non succede nulla. Il conducente, all’arrivo, apre le porte lasciando solo il ragazzo che scende e corre a casa spaventato e affranto.
Un racconto che, a quanto pare, non rappresenta per il giovane una novità: forse il culmine di altri episodi nei giorni o nelle settimane precedenti, forse riconducibili al medesimo gruppo di coetanei, tre ragazzi e due ragazze.
I genitori sono venuti a conoscenza dell’episodio e hanno sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Gavirate non solo per i reati che, se confermati, già si intravedono nella condotta dei giovani – sicuramente tentata rapina in concorso e violenza privata – ma anche per il comportamento del conducente.
Il fatto finito in denuncia ieri risale alla giornata di martedì a bordo di un mezzo della linea “V121” di Autolinee Varesine, nel primo pomeriggio. Il bus è partito da Varese diretto verso la sua destinazione, cioè Osmate/Ispra JRC via Biandronno. Ed è nella prima parte del tragitto che sarebbero iniziate le azioni dei bulli: ragazzi e ragazze fra i 14 e i 15 anni, riconosciuti per nome e cognome dalla vittima, giovani che vivono nei paesi del Medio Verbano e della Valcuvia.
«Questi ragazzi, nel tentativo di sfilargli il portafoglio o il telefono, insultavano mio figlio e lo strattonavano», spiega il padre del ragazzo. «Non appena giunti a Biandronno, alla fermata di piazza Cavour, gli impedivano l’uscita, ma riusciva a divincolarsi. Mio figlio ha provato a chiedere aiuto all’autista, ma lo stesso si è limitato ad aprire la porta di uscita e a non intervenire nel tragitto che andava da Varese a Biandronno».
I ragazzi, come si accennava, vengono descritti come adolescenti vestiti in stile “maranza”, in total black. Il genitore spiega che «a bordo dell’autobus erano presenti le telecamere. È mia intenzione voler andare a fondo della vicenda e accertare le responsabilità di quanto accaduto».
Un episodio che richiama, anche alla luce di altre circostanze emerse nella cronaca degli ultimi mesi, le responsabilità di chi conduce un mezzo pubblico nei confronti di soggetti fragili, come un minore che si trovi da solo in una situazione difficile.









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