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Incassavano il reddito di cittadinanza senza averne diritto: in nove scoperti e denunciati dalla Finanza di Luino

Incamerati oltre 175.000 euro destinati al sostegno del reddito familiare. Gli indagati in caso di condanna rischiano una pena da 2 a 6 anni

Generico 09 Feb 2026

Ancora sospetti su indebite percezioni del Reddito di cittadinanza, il sostegno previsto dalle norme adottate dal Governo Conte nel 2019 per combattere la povertà. Alcuni se ne sono approfittati ed è per questo che prosegue l’attività della Guardia di Finanza, anche di Varese, a tutela della spesa pubblica e delle prestazioni sociali destinate alle fasce più fragili della popolazione. Nei giorni scorsi i Finanzieri della Compagnia di Luino hanno concluso una serie di controlli sul Reddito di Cittadinanza che ha portato alla denuncia di nove soggetti per indebite percezioni complessivamente superiori a 175.000 euro.

Le verifiche hanno riguardato beneficiari residenti nel territorio dell’alto varesotto, che a partire dal 2019 avevano presentato istanza per ottenere il contributo finalizzato a integrare il reddito familiare e a sostenere le spese legate alla locazione dell’abitazione principale.

L’attività investigativa è scaturita da analisi mirate sulle informazioni contenute nelle banche dati in uso al Corpo. Il campione selezionato è stato sottoposto a controlli approfonditi, attraverso l’esame della posizione patrimoniale e il confronto tra i dati dichiarati nelle domande e quelli indicati nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presentata all’INPS.

In tutti i casi analizzati, la Guardia di Finanza ha riscontrato dichiarazioni mendaci che, secondo quanto emerso, avrebbero consentito ai nove soggetti di accedere indebitamente al beneficio, percependo somme destinate al sostegno del reddito familiare.

Le irregolarità sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Varese per gli aspetti penalmente rilevanti e alla Direzione Provinciale dell’INPS, per l’avvio dei provvedimenti di decadenza, revoca e recupero dei contributi erogati.

L’operazione si inserisce nel più ampio impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto alle frodi in ambito previdenziale e assistenziale, con l’obiettivo di evitare la dispersione di risorse pubbliche e garantire che gli aiuti economici raggiungano chi ne ha realmente diritto.

La norma di riferimento (per il vecchio Reddito di cittadinanza) prevede la reclusione da 2 a 6 anni se il beneficio è stato ottenuto con dichiarazioni false o documenti falsi, oppure omettendo informazioni dovute. Se, dopo aver ottenuto il beneficio, non vengono comunicati cambiamenti rilevanti (es. nuovo lavoro, aumento reddito, patrimonio, ecc.) che avrebbero fatto perdere o ridurre il diritto, la pena detentiva prvista è da 1 a 3 anni.

Sono diverse le operazioni portate a termine dai militari delle Fiamme gialle che in passato hanno portato a termine numerosi indagini proprio su questo tema grazie anche ai potenti applicativi informatici in uso al corpo. Una delle ultime operazioni legata a frodi del Reddito era emersa nel settembre scorso.

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Pubblicato il 10 Febbraio 2026
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