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Piero-Lozzo, approvato il progetto della strada che collegherà le due valli

Un’opera da 6,2 milioni di euro pensata quasi 25 anni fa, oggi progettata come strada di servizio per le emergenze tra Val Veddasca e Val Dumentina, con uno sguardo allo sviluppo delle valli

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(Immagine tratta dal progetto esecutivo della strada)

La strada di collegamento tra Piero e Lozzo compie un passo decisivo e si avvicina alla fase realizzativa. La Provincia di Varese ha approvato il progetto esecutivo dell’intervento che collegherà la Val Veddasca e la Val Dumentina, mettendo ordine a un percorso lungo e complesso e trasformando un’idea coltivata per anni in un’infrastruttura pronta a entrare nella fase operativa.

L’opera ha un valore complessivo di 6 milioni e 210 mila euro ed è inserita nel Programma triennale delle opere pubbliche 2025-2027. Le risorse arrivano principalmente dai canoni delle grandi derivazioni idroelettriche, affiancate da contributi regionali e da fondi vincolati per la manutenzione straordinaria della viabilità montana. Con l’approvazione del progetto esecutivo, il collegamento è ora pronto per l’avvio della gara d’appalto.

La storia del Piero-Lozzo inizia quasi 25 anni fa, quando Silvio Fiorini, allora presidente della Comunità Montana Valli del Luinese (poi Comunità Montana Valli del Verbano), intuisce la necessità di un collegamento tra le due valli e investe circa 600 mila euro per avviare le prime progettazioni. Un’intuizione che pone le basi di un’opera pensata fin dall’inizio come infrastruttura strategica in un territorio fragile. Negli anni successivi il progetto non viene abbandonato e conosce una nuova fase di avanzamento durante la presidenza di Marco Magrini alla Comunità montana Valli del Verbano, contribuendo a mantenerlo all’interno della programmazione sovracomunale e a consolidarne l’impianto tecnico.

Tra queste due fasi, a seguire con maggiore continuità il progetto è stato Fabio Passera, sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca dal 2014 e oggi consigliere provinciale, che fin dal primo mandato ha mantenuto alta l’attenzione sul collegamento, considerandolo una risposta concreta alle criticità della viabilità locale. «Ho sempre caldeggiato questo progetto – spiega Passera – perché nasce da un’esigenza reale di chi vive in queste valli, ma anche perché può rappresentare una grande opportunità. È una direttrice che, in caso di problemi sulla viabilità principale, può diventare un’alternativa fondamentale».

Un aspetto che richiama episodi già vissuti dal territorio. «Pensiamo a quanto accaduto a Curiglia, quando il crollo del ponte ha lasciato il paese senza possibilità di uscita, oppure al collegamento tra Biegno e l’innesto verso Armio: se succede qualcosa lungo quel tratto, il rischio è di rimanere isolati, se non passando dalla Svizzera» aggiunge Passera.

Dal punto di vista tecnico, il collegamento nasce oggi come strada di servizio agro-silvo-pastorale, con una funzione primaria legata alla gestione delle emergenze, ma capace di garantire un collegamento diretto tra le due valli. Il progetto prevede la riqualificazione del tracciato esistente, con opere di consolidamento dei versanti, muri di sostegno, sistemi di drenaggio, barriere paramassi e interventi di mitigazione ambientale.

Accanto alla funzione di sicurezza, resta però aperta anche una prospettiva di sviluppo. «La speranza – conclude Passera – è che un giorno questa strada possa diventare a tutti gli effetti una strada ordinaria. Mettere in collegamento stabile le due valli, a pochi chilometri dalla Svizzera, significherebbe creare nuove opportunità per il territorio, anche in relazione al rilancio della funivia di Monteviasco». Un collegamento che si inserisce in un contesto più ampio di interventi sull’area, dai lavori per il nuovo ponte di Piero alla valorizzazione dei Mulini di Piero, grazie a Comunità montana Valli del Verbano.

Con l’approvazione del progetto esecutivo, la strada Piero-Lozzo entra così nella fase più concreta del suo iter, avvicinando un collegamento atteso da anni e destinato a incidere in modo significativo sulla sicurezza e sull’accessibilità delle due valli.

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Pubblicato il 13 Gennaio 2026
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