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Giovedì i funerali di don Giorgio Ferrario, scomparso tragicamente a Curiglia

Da martedì la camera ardente, ci sarà anche un momento per i ricordi. Per le esequie previsto un servizio navetta e anche la trasmissione ad Agra e al "suo" liceo Sereni di Luino

don giorgio ferrario

Curiglia, Monteviasco ma anche Luino salutano don Giorgio Ferrario, morto tragicamente martedì: la parrocchia e il Comune comunicano che la camera ardente di don Giorgio sarà allestita nella Chiesa di San Vittore a Curiglia a partire dalla giornata di martedì 13 febbraio, mentre i funerali si terranno giovedì 15 febbraio.

Per quanto riguarda la camera ardente, nella giornata di martedì sarà aperta dalle ore 14:00 alle ore 20:00 mentre mercoledi 14 febbraio dalle ore 10:00 alle ore 21:00.
Martedì 13, alle ore 20, ci sarà il rosario, a cui seguirà la possibilità di fare interventi liberi per ricordare la figura di don Giorgio (per poter intervenire conviene prendere contatti con don Nicola Porcellini).

I funerali saranno celebrati Giovedì 15 febbraio, alle ore 16:30, preceduti dal Santo Rosario.
«L’accesso al paese di Curiglia sarà regolamentato e possibile dalle ore 14.00; verrà inoltre istituito un servizio di bus-navetta di cui saranno dettagliate in seguito le modalità di utilizzo» spiegano don Nicola Porcellini e la sindaca Nora Sahnane.

La cerimonia sarà trasmessa anche presso il vicino Circolo ACLI, ad Agra presso la struttura “Parco Daini” e nell’aula Magna del Liceo di Luino, che si è reso disponibile ad accogliere i colleghi insegnanti e gli exalunni di don Giorgio.

Precipita dalla strada, morto don Giorgio, il prete di Curiglia

Don Giorgio ha vissuto la sua vita in gran parte a Curiglia, ma aveva anche un rapporto speciale con i giovani, essendo stato per anni docente al Sereni di Luino.

Una vita tra i giovani. Don Giorgio Ferrario lascia un ricordo indelebile in tante generazioni

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 10 Febbraio 2024
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