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Da Bellinzona a Rivera lungo la Via Francisca e il monte Ceneri

Venti chilometri che portano a superare il monte Ceneri per scoprire l’ultima parte dell’antica Via che da Costanza porta a Pavia

Francisca da Bellinzona a Rivera

La tappa da Bellinzona a Rivera è la più corta, ma rappresenta una svolta sulla Via FranciscaDopo la salita che porta a San Gallo, quella che introduce i Grigioni dal Principato del Liechtenstein, il Passo del Lucomagno che apre al Canton Ticino, il monte Ceneri svela l’ultima parte del cammino verso il lago Ceresio e l’Italia.

Una tappa di venti chilometri che abbiamo camminato seguendo un vecchio tracciato che porta a Cadenazzo, punto di partenza per la salita, restando per una decina di chilometri a fianco del Ticino.

Il piccolo centro, importante nodo ferroviario per una linea che porta anche a Locarno, si trova proprio a metà strada. Appena si inizia a salire si incontrano i cassinelli, una struttura vitale da queste parti.

La costruzione è in pietra e al suo interno è solitamente divisa in due parti; la parte a monte è formata da una o più vasche dove scorre continuamente l’acqua proveniente dalla sorgente, e la parte a valle, verso la porta d’entrata, è in terra o sassi. I cassinelli permettevano di conservare il latte, i formaggi e le altre derrate alimentari facilmente deperibili. L’uso di queste semplici strutture, sempre ubicate a ridosso di sorgenti d’acqua che assicurava loro frescura, era molto comune. Quasi tutte le famiglie, almeno sino alla Seconda guerra mondiale, possedevano animali domestici, una o due mucche potevano costituire un’importante fonte di sostentamento.

Subito dopo si trova il Mulino e pesta del Precassino. L’asporto del debole strato di materiale morenico ha messo a nudo la roccia la cui conformazione rivela una morfologia di origine glaciale. Gli Gneiss che compongono il massiccio del Monte Ceneri si presentano qui con forme arrotondate e montonate orientate nella medesima direzione. Ai piedi della roccia appare una bella marmitta con le tipiche pareti levigate. Queste forme sono da ricondurre all’imponente forza erosiva esercitata dal ghiacciaio del Ticino durante l’ultima glaciazione che aveva raggiunto il suo apice 18-20’000 anni fa. Il Fiale di Robasacco ha poi scolpito l’ambiente torrentizio con un affascinante susseguirsi di cascate e pozze. La presa dell’acqua, necessaria al funzionamento del mulino, consente di ottenere una caduta di circa 5 m: necessaria per far girare la ruota.

Da Cadenazzo si affronta una salita di circa quattrocento metri di dislivello quasi tutta immersa nel bosco. Due sottopassi permettono di superare la ferrovia e l’autostrada.

Le Terre del Ceneri sono un luogo di incontro di storiche vie che attraversavano le Alpi e univano il Nord con il Sud dell’Europa. A questi sentieri, divenuti nei secoli mulattiere e poi strade carrozzabili, negli ultimi due secoli si sono aggiunte infrastrutture di collegamento internazionale: i trafori ferroviari di fine Ottocento, l’autostrada della seconda metà del Novecento e, infine, Alptransit.

Questo luogo, crocevia tra l’antica strada Francesca, moderni binari e carreggiate a doppia corsia, rappresenta perciò un posto ideale per iniziare un viaggio nel viaggio. Nella Storia che negli ultimi tre secoli ha visto radicalmente cambiare il modo di spostarsi delle persone, rendere più semplice attraversare montagne e confini.

Sino al Settecento si superavano le Alpi a piedi o a dorso di mulo, poi in pochi decenni si è passati dalla diligenza al treno, dal cavallo all’automobile. I mezzi di trasporto si sono evoluti, affinati, le vie di comunicazione sono migliorate, sono diventati capolavori di ingegneria. Il completamento di Alptransit, grazie alla galleria di base del Ceneri, rende più veloce spostarsi in Ticino. Crea un nuovo dinamismo tra i diversi centri del Cantone.

Proprio questo ultimo intervento infrastrutturale ha richiesto opere di compensazione è una di queste ha riguardato la salvaguardia del bosco. Le prime notizie della presenza della selva castanale di Robasacco risalgono al 1205. Si suppone che siano stati i Romani ad aver introdotto nel territorio le prime piante. Tra il 1205 ed il 1809 la selva è stata gestita dai comuni di Bironico, Camignolo, Rivera e Medeglia (Robasacco era una frazione).

I boschi del Ceneri furono teatro anche di battaglie e di presenze dei briganti. L’ultima azione risale al 1864 quando un uomo della Val Leventina assaltò una diligenza uccidendo una persona. Venne poi catturato a Milano e condannato a morte, pena poi commutata in lavori forzati a vita.

In questo ultimo tratto di bosco abbiamo incontrato un cervo adulto. Un vero spettacolo vederlo correre libero tra i castagni con una classica eleganza.

Una volta in cima al monte Ceneri si incontra la caserma militare e la grande antenna che serviva a trasmettere a onde medie la radio Svizzera. Da qui il percorso supera la cantonale costeggiandola a monte per ridiscendere a Rivera nei pressi della funivia per il monte Tamaro.

Una bella tappa che mostra come cambi il paesaggio confermando ancora una volta la magia del cammino che consente di osservare e conoscere anche piccoli dettagli del territorio.

Mancano poco più di venticinque chilometri al confine di Ponte Tresa. Ultima tappa che con Tomas ci porterà a concludere tutto il cammino della Francisca in Svizzera.

Pubblicato il 19 Novembre 2023
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