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Lo spaccio nei boschi nel Nord della provincia di Varese arriva in Parlamento

A presentare un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Interno è l’onorevole Andrea Pellicini, ex sindaco di Luino e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia

Spaccio nei boschi: smantellato bivacco a Grantola

Lo spaccio nei boschi nel Nord della provincia di Varese arriva in Parlamento. A presentare un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Interno è l’onorevole Andrea Pellicini, ex sindaco di Luino e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia.

Lo spunto arriva dal fatto di cronaca dello scorso venerdì 10 febbraio, quando un uomo di origine marocchina ha perso la vita a Castelveccana, nella zona boschiva, una delle tante interessate dal fenomeno dello spaccio di droga.

«In relazione a questo fatto, la Procura della Repubblica di Varese ha aperto un’indagine per il reato di omicidio a carico di un carabiniere della Compagnia di Luino, il quale, come emerge dalle cronache sulla stampa, avrebbe sparato colpi di arma da fuoco nell’ambito di un pattugliamento finalizzato al contrasto della cessione di stupefacenti – scrive Pellicini -. Il fatto ha portato ancora una volta l’attenzione su una piaga che da tempo affligge il nord della provincia di Varese, il cosiddetto “Varesotto”, costituita dallo spaccio di droga nei boschi di questo territorio da parte di criminalità extracomunitaria clandestina. In questi ultimi anni, sono state tantissime le azioni messe in atto dalle Procure della Repubblica di Varese e di Busto Arsizio, nonché dalle forze di polizia dei Comandi provinciali, al fine di contrastare questo fenomeno che ha assunto proporzioni allarmanti, si tratta infatti di boschi che si estendono per circa 50.000 ettari e che sono di fatto presidiati da un esercito di spacciatori extracomunitari organizzati, armati a difesa dei loro accampamenti, in cui nascondono la droga che vendono sul luogo a tantissimi assuntori di ogni età e categoria».

«Gli arresti e le condanne sono state molte, ma gli spacciatori extracomunitari hanno ormai un’organizzazione che prevede continui reclutamenti di stranieri irregolari e una sorta di infinito turnover; i sindaci hanno sempre denunciato l’occupazione dei boschi del loro territorio, anche perché la gente è spaventata e spesso è stata anche minacciata – prosegue Pellicini -. Il Prefetto della provincia di Varese, molto attivo su questo fronte, ha più volte convocato il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, rimanendo sempre vicino ai Sindaci e alla popolazione, ciò nonostante questo comportamento criminale appare in crescita esponenziale, con la conseguenza che gli uomini delle forze di polizia rischiano ogni giorno la vita per proteggere la collettività e per far sì che lo Stato non abdichi di fronte a questa invasione criminale del territorio varesino. Vi è però l’urgente e non procrastinabile necessità che questo fenomeno, unico nel panorama nazionale per vastità e pericolosità, venga smantellato attraverso uno sforzo straordinario da parte dello Stato. Si chiede di conoscere quali ulteriori azioni il Governo abbia messo in atto o intenda mettere in atto, al fine di debellare il fenomeno dello spaccio di droga sopra descritto attraverso la liberazione dei boschi del Varesotto dall’occupazione metodica da parte di queste squadre organizzate di spacciatori extracomunitari irregolari».

Pubblicato il 18 Febbraio 2023
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