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A.Ge.Va, nella Valtravaglia l’associazione che riunisce i genitori

Nata nel 2011 lavora per promuovere progetti per mantenere e migliorare il benessere di bambini, giovani e famiglie. "Abbiamo sottoscritto un patto con la scuola e il comune per promuovere un tavolo di lavoro"

Porto Valtravaglia tour 2022 luoghi

L’Alto Varesotto terra di buen ritiro per i pensionati, meno per le famiglie con figli più propense a scegliere comuni più vicini ai grandi centri, con molti servizi e con un prezzo basso per le case. Almeno, questo è quello che dicono i dati, ma è pur vero che in territorio le realtà sono tante e differenti e i dati non possono, nella loro complessità, a coglierne tutte le sfumature.

Durante questa analisi abbiamo quindi scoperto e incontrato A.Ge.Va, l’associazione Genitori della Valtravaglia, un’associazione dei genitori che copre tutto il bacino di utenza dell’istituto comprensivo scolastico di Germignaga, per cui i comuni di Germignaga, Porto Valtravaglia Brezzo di Bedero e Castelveccana e che nasce nel 2011 dal desiderio di “crescere insieme come genitori”. Una realtà dunque che da quando è stata costituita ha organizzato tante attività rivolte ai genitori, agli insegnanti e agli educatori, da sola o in rete con altre realtà territoriali. Ha attivato anche corsi di vario tipo per i ragazzi e bambini.

Abbiamo chiesto ai membri dell’associazione di raccontarci di cosa si occupa l’associazione e di raccontarci il loro punto di vista sul territorio in cui sui muovono: «L’associazione ha tante finalità, come promuovere iniziative finalizzate al benessere fisico e psicologico e allo sviluppo educativo e sociale dei figli, sviluppare occasioni di incontro e di confronto tra i genitori, facilitare l’interazione tra scuola famiglia e territorio, stimolare e favorire la partecipazione delle famiglie alla vita della scuola attraverso attività di informazione, organizzazione di incontri e convegni e momenti formativi». E ancora: «Valorizzare le risorse culturali del territorio con particolare riferimento al dialogo tra culture, generazioni e diversità in generale, oltre a  sostenere iniziative di carattere umanitario e proporre alle autorità competenti sul territorio soluzioni ai problemi della comunità locale».

Castelveccana, la vicina Porto Valtravaglia e altri comuni di questa zona risultano quelli con il maggior numero di persone sopra i 58 anni, secondo voi perché? 
«A nostro avviso nei nostri paesi si vive per nascita o per scelta. Accade, infatti, che chi nasce qui fatichi ad abbandonare i suoi luoghi ma chi è costretto ad andarsene per ragioni di lavoro o di studio spesso scelga di tornare alla quiete dei nostri paesaggi dopo una vita vissuta in centri urbani».

Perché molti lasciano questi territori?
«L’emigrazione delle famiglie verso altri luoghi può essere connessa al bisogno di trovare contesti di vita caratterizzati da una maggiore disponibilità di servizi come una maggiore scelta di contesti educativi per i figli e di opportunità lavorative per gli adulti. Complice di queste esigenze, probabilmente, vi è anche una scarsa rete di trasporti pubblici che rende difficoltosi gli spostamenti, nonché la qualità e la sicurezza di tali servizi che via via è andata peggiorando nel tempo».

Come si vive in questi territori? Quali sono i pro e i contro per le famiglie che vivono in questi comuni con bambini e ragazzi?
«I nostri sono piccoli paesi in cui la qualità della vita è senz’altro migliore poiché il vivere immersi nella natura rappresenta di per sé un regolatore importante a livello psicofisico. I nostri bambini si risvegliano con il cinguettio degli uccellini e aprendo le finestre possono vedere le montagne e l’azzurro del cielo e del lago. I colori che li circondano scandiscono lo scorrere del tempo e il susseguirsi delle stagioni mentre in una città è più difficile cogliere la bellezza che la natura ci offre come anche il silenzio.

Abbiamo realtà educative caratterizzate da plessi piuttosto raccolti dove i bambini sono inseriti in classi numericamente ridotte rispetto ai grandi numeri dei centri più grandi e questo può essere considerato come un valore aggiunto che ben si coniuga alla possibilità di incontrare insegnanti aperte ad una didattica esperienziale. In uno dei nostri plessi negli ultimi anni è stato inaugurato l’orto didattico realizzato interamente dai bambini insieme alle loro insegnanti, grazie all’interesse e alla partecipare dell’amministrazione comunale che sostiene questo tipo di attività. Altri stimoli didattici apprezzati e non scontati in contesto di scuola primaria sono stati la pigiatura dell’uva e la cova dei pulcini negli anni passati esperienze che restano come tracce indelebili nel percorso di crescita dei nostri bambini. Ciò che le famiglie possono avvertire come limite nella vita quotidiana è la carenza di stimoli culturali e momenti di confronto ed aggregazione. In merito a questo le associazioni del territorio insieme all’ICS e alle Amministrazioni Comunali hanno sottoscritto un patto educativo di comunità all’interno del quale è stato promosso un tavolo di lavoro finalizzato alla promozione di progetti volti a mantenere e accrescere maggiormente il benessere di bambini, giovani e famiglie».

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Pubblicato il 10 Dicembre 2022
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