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È morto Fabio Mondora. “A salutarlo ci sarà il mondo”

Aveva 57 anni e la sua carriera si era svolta tra Varese, Milano e Torino. "Lascia un grande vuoto. Era un dirigente di polizia molto amato per la sua umanità e capacità di ascolto"

polizia digos 2017

La gentilezza arricchisce la nostra vita, con la gentilezza le cose misteriose diventano chiare, le cose difficili diventano semplici, le cose tristi diventano allegre. Fabio Mondora lascia in eredità un ricordo che calza a pennello con la frase di Lev Tolstoj, che si addice alla qualità di questo poliziotto speciale, col sorriso, sempre disponibile scomparso la notte appena passata. Era tornato di recente a Varese dove aveva ricoperto l’incarico ai vertici della Digos dopo l’impegno professionale a Torino nella stessa specialità, e nel capoluogo prealpino si trovava di casa.

È stato un dirigente apprezzato alla luce dei diversi impegni ricoperti negli uffici di piazza Libertà, ma anche al commissariato di Gallarate. Mondora era molto conosciuto anche fuori dalla provincia di Varese dal momento che oltre all’impegno torinese svolse il ruolo di capo della squadra Mobile a Lecco. Una vita con la divisa e la testa nelle indagini tanto che il questore Michele Morelli gli consegnò l’ottobre scorso la pergamena con la quale il Capo della Polizia gli ha conferito la croce d’argento. Si tratta di un’ onorificenza che viene riconosciuta al personale della Polizia di Stato che abbia prestato onorevole servizio per vent’anni nei ruoli dell’amministrazione della pubblica sicurezza. Riassumere una carriera professionale fino ad oggi così ricca di traguardi e prestigiosi incarichi come quella del dott. Mondora non è cosa semplice.

Dopo 10 anni passati tra Frontiera di Luino e Squadra Mobile a capo della sezione narcotici, il dottor Mondora vinse il concorso da Funzionario e venne assegnato all’Ufficio Immigrazione della Questura di Milano. Ma il richiamo dell’attività investigativa è forte e dopo due anni arriva a Lecco come dirigente della Squadra Mobile per 5 anni e poi a Varese a capo della Digos dal 2007 al 2014, anni durante i quali ha raggiunto ragguardevoli risultati in termini di prevenzione e contrasto agli estremismi di natura politica e religiosa. Nel 2014 approda a Milano alla Divisione Investigativa Antimafia, dove si occupa del contrasto alle infiltrazioni mafiose in particolare nei settori economico, produttivo e degli appalti pubblici, ricoprendo un incarico strategico nel corso dell’Esposizione Universale di Milano “EXPO 2015”. Nel 2017 rientra nella nostra provincia alla guida del Commissariato di Gallarate, prima di essere chiamato, nel 2018, nella calda piazza di Torino come vice dirigente della Digos. L’ultimo impegno l’ha visto alla Divisione Anticrimine, impegnato nel delicato settore delle misure di prevenzione e del contrasto al disagio giovanile.

Il ricordo dell’amico e collega Luigi Manco: «Fabio Mondora era una persona speciale in tutti i sensi. Un funzionario di polizia amatissimo in tutte le sedi dove ha svolto la sua carriera, anche per pochi mesi,  per la sua profonda umanità. Lascia un vuoto profondo, difficile da colmare per chi lo ha conosciuto perché instaurava un rapporto umano vero perché sapeva ascoltare. Fabio era un funzionario speciale, senza eguali per le sue caratteristiche. Per me era un amico vero con cui ho condiviso molto. Il giorno del funerale a salutarlo ci sarà il mondo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 Gennaio 2022
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