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Comunità montana punta sulla filiera della castagna per preservare tradizioni e biodiversità

L'ente di Luino parteciperà come capofila alla manifestazione di interesse per la presentazione di proposte di Accordo di Rilancio Economico e Sociale e Territoriale. Sul piatto investimenti per 1,5 milioni

Castagno

Puntare sulle tradizioni delle castagne per garantire e proteggere la biodiversità.

La Comunità Montana Valli del Verbano, su stimolo del Consorzio Castanicoltori di Brinzio, Orino e Castello Cabiaglio parteciperà come capofila alla manifestazione di interesse per la presentazione di proposte di Accordo di Rilancio Economico e Sociale e Territoriale (AREST) per il sostegno al sistema rurale e ambientale dei territori montani promossa da Regione Lombardia con la DGR n. 4669 del 10/5/2021.

Tra gli ambiti tematici individuati, Regione Lombardia ha dato la priorità al recupero e valorizzazione di produzioni locali minori quali la castanicoltura, di particolare rilevanza anche per gli elementi storici del paesaggio agrario e della biodiversità.

«Sul nostro territorio collinare» spiega il Presidente della Comunità Montana Simone Castoldi «il comparto boscato è rappresentato per il 18% da castagneti mentre raggiunge quasi il 50% nel comparto montano.
Un’adeguata gestione selvicolturale dei boschi contribuisce attivamente alla tutela dal rischio idrogeologico e della biodiversità. Con questa candidatura intendiamo ampliare ulteriormente gli obiettivi istituzionali, contribuendo anche alla valorizzazione della filiera della castagna, prodotto identitario della cultura e della storia locale e del paesaggio».

Storicamente la coltivazione del castagno, un tempo considerato “albero del pane”, era un’attività indispensabile per la sopravvivenza della popolazione in quanto fonte di cibo per la civiltà contadina. La castanicoltura da frutto ha negli ultimi decenni vissuto un periodo di profonda crisi a causa del mutamento delle condizioni culturali e socioeconomiche e della diffusione di patologie fungine a carico del castagno.
Grazie anche ad alcune iniziative intraprese negli ultimi anni da Enti pubblici e Associazioni italiane e
svizzere alcune selve castanili (oltre 40 ettari) sono state recuperate. Il Consorzio Castanicoltori di Brinzio, Orino e Castello Cabiaglio che da oltre un decennio opera nella filiera della castanicoltura ha avuto un ruolo determinante in questa attività.

La filiera castanicola può infine rappresentare un elemento di supporto e valorizzazione con tre ulteriori importanti comparti locali, creando sinergie e valore aggiunto: quello del miele; quello lattiero caseario legato al pascolo, che sul territorio vanta la DOP della Formaggella del Luinese; quello del turismo.
Valorizzare la filiera castanicola significa dunque non solo permettere che questa si sviluppi apportando
tutti i benefici ad essa direttamente legati, ma anche porre condizioni favorevoli al sostegno e al
consolidamento di importanti comparti collegati, con conseguenti ricadute sul territorio e sulle comunità
locali.

La manifestazione di interesse denominata “Valorizzazione della castanicolatura nelle Prealpi varesine” prevede investimenti pubblici-privati stimati in € 1.475.000,00 e vede la partecipazione del Parco Regionale Campo dei Fiori, dei Comuni di Brinzio, Castello Cabiaglio, Orino, Cuvio, Luvinate e

Varese nel ruolo di partners; il CNR Istituto di Biologia e Biologia Agraria, l’Università degli Studi di Milano con il Dipartimento di scienze agrarie ed ambientali ed il Dipartimento di scienze farmacologiche e biomolecolari, l’Università degli Studi dell’Insubria Dipartimento di Scienze teoriche e applicate e la Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano hanno manifestato il proprio sostegno all’iniziativa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 Luglio 2021
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