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Otto cantieri per rifare le fogne di Luino: si partirà a ottobre

La durata complessiva dei lavori sarà di 24 mesi «ma verranno concordati con l’amministrazione». La questione della vasca di piazza Libertà

Generica 2020

Hanno un costo totale di 4,3 milioni gli otto cantieri che avranno un obiettivo chiaro: non vedere più le immagini ricordate anche in apertura seduta della commissione Territorio di martedì sera a Luino cioè uno scarico marrone a lago alla foce del torrente Luina, proprio di fianco a Palazzo Verbania appena ristrutturato e biglietto da visita della città.

Ma non c’è solo quello, dal momento che oltre alla questione legata al decoro, sul tema fognature incombe una salatissima procedura di infrazione europea. E per sanare il problema delle fogne a Luino Alfa Srl, società pubblica responsabile delle reti, ha presentato il progetto definitivo per la città, annunciato pochi giorni fa e che ora è in fase di conferenza di servizi: al termine di questo momento tecnico i lavori è previsto l’avvio dei lavori attorno al mese di ottobre. Le fognature luinesi sono prevalentemente vecchie, da quanto emerso nella fase di ricognizione effettuata da Alfa: è necessario sostituirne ampi tratti, anche in zone chiave della città – soprattutto Viale Dante, ma anche via XXV Aprile e XV Agosto – che consentano l’ammodernamento della rete ma anche il controllo di ciò che accade sottoterra: alcuni dei tratti interessati dallo studio son risultati difatti «non controllabili» (come nel caso di Piazza Garibaldi, in faccia a Palazzo Verbania).

I lavori dureranno, nel complesso due anni: su questo punto l’assessore Fabio Sai ha chiesto una «fasizzazione» del cantiere diffuso per concertare in modo più preciso possibile l’impatto sulla viabilità.

I progettisti hanno fatto sapere che questa definizione legata ai vari interventi verrà affrontata fase esecutiva: «Non è pensabile aprire tutti i cantieri contemporaneamente e bloccare la città: il crono programma verrà fatto tenendo conto delle esigenze che verranno segnalate dall’amministrazione». L’ingegner Dario Sechi, responsabile tecnico di Alfa srl ha fatto il punto sul progetto che attualmente «è in sede di conferenza di servizi e una volta conclusa questa fase, si procederà a quella esecutiva con gara che utilizzerà accordi quadro già attivi per andare a risparmiare la procedura di gara per ogni singolo intervento». «L’inizio dell’esecuzione delle opere è prevista per il mese di ottobre», ha confermato.

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Uno dei punti su cui si è sviluppato il dibattito riguarda la grande vasca di “prima pioggia” prevista per la centralissima pizza Libertà: si tratta di una costruzione che verrà scavata sotto il sedime dell’attuale piazza, di fronte all’imbarcadero e piuttosto in profondità, e avrà come obiettivo quello di raccogliere le acque meteoriche e di lavaggio sia delle strade sia dei condotti fognari in occasione delle precipitazioni; sono acque particolarmente inquinate, che verranno raccolte da questo grande vascone che una volta riempito verrà svuotato e il contenuto inviato al depuratore. Solo i lavori per la vasca costeranno 1,9 milioni e «la piazza verrà riconsegnata così com’è».

Su questi lavori specifici – legati alla vasca da realizzare sotto alla piazza – si è sviluppato un ampio dibattito: il consigliere Franco Compagnoni ha parlato di «sacrificio urbanistico: nessuno avrebbe immaginato che piazza Libertà divenisse il coperchio di una vasca di fluidi di varia natura».

Anche il consigliere Furio Artoni ha parlato di «fase delicata per la realizzazione della vasca», ponendo un quesito: «Non era possibile realizzare più vasche meno invasive per evitare il grosso lavoro di piazza Libertà?». La risposta è arrivata dai tecnici: «Le norme chiedono di ottimizzare la posizione delle vasche e frazionandone il numero vi sarebbero più problemi rispetto ad un’unica grande costruzione, senza contare la questione dei costi».

Anche Andrea Pellicini è intervenuto su Piazza Libertà per chiedere se la riqualificazione finale terrà conto o meno dei progetti attualmente depositati in Municipio. «Nel progetto è previsto il ripristino ma c’è ancora la possibilità da parte del Comune di dare indicazioni precise», ha specificato a questo ultimo quesito l’ingegner Francesca Contini.

Il sindaco Enrico Bianchi sulla questione ha specificato che «ad oggi ci siamo occupati della parte sotterranea. Sull’altro aspetto, legato alla ricostruzione della piazza, ci stiamo pensando, la rivedremo e guarderemo quello che c’è nel cassetto: l’attenzione nostra è rivolta alla parte ingegneristica ma abbiamo già aperto un dialogo, una discussione per verificare cosa fare sul ripristino della piazza».

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 04 Maggio 2021
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