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All’ospedale di Varese presto la sperimentazione con il plasma iperimmune

Il professor Paolo Grossi è nel gruppo scientifico nazionale incaricato di valutare gli effetti della cura nelle fasi iniziali della malattia, per impedire la replica della carica virale

Paolo grossi

Il virus SarCoV2 torna a spaventare. La pressione sugli ospedali e nei reparti Covid è alta e i casi gravi aumentano.
Entro un paio di settimane, all’ospedale di Varese partirà la sperimentazione “randomizzata” ( cioè non a tappeto) effettuata con il plasma iperimmune.

Il professor Paolo Grossi è inserito nel gruppo nazionale che sta lavorando sul piano scientifico per capire l’efficacia della terapia con il componente ematico ricco di anticorpi.

« Il calo drastico di casi a livello nazionale della primavera scorsa aveva rallentato la sperimentazione scientifica – commenta il professor Grossi, Direttore delle Malattie Infettive dell’Ospedale di Circolo e professore associato dell’Università dell’Insubria – ora, con il consenso del Comitato etico aziendale che si è espresso favorevolmente, potremmo avviare anche a Varese questa fase di studio. Si tratta di somministrare il plasma ricco di anticorpi ai pazienti nella fase iniziale della malattia quando c’è un’elevata replicazione virale. Dobbiamo dimostrare che questa terapia permette effettivamente di bloccare la replicazione del virus ed evitare l’aggravamento delle condizioni con quadri clinici gravi. Chi accetterà di sottoporsi a questa cura verrà monitorato nelle quattro settimane successive così da capire l’evoluzione della malattia e verificare che si proceda effettivamente verso la guarigione».

Saranno, quindi, le persone appena ricoverate ad accettare di sottoporsi alla cura sperimentale: « Noi abbiamo stoccato una quantità adeguata di sacche di plasma donate dai pazienti che sono arrivati nella primavera scorsa. La risposta degli ex malati è stata molto generosa».

Il Gruppo di coordinamento di questo studio vede coinvolti anche il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Prof. Franco Locatelli, al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità,  Dott. Silvio Brusaferro, al Direttore Generale  di AIFA,  Dott. Nicola Magrini, al Direttore delle Malattie Infettive di Pisa, Prof. Francesco Menichetti, e al Direttore dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive,  Prof. Giuseppe Ippolito.

Lo studio si è dato un tetto di circa 500 pazienti per trarre le evidenze scientifiche sull’efficacia della cura. Al momento sono stati sottoposti a trattamento con sangue iperimmune 188 ricoverati. Una volta completato l’iter di ricerca, il gruppo analizzerà i risultati e si pronuncerà scientificamente su una cura che tutti attendono.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 29 Ottobre 2020
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