Quantcast

La “fase due” a Laveno Mombello, niente turisti e prudenza

Una lenta ripresa per il paese sul Verbano che quest'anno non ha potuto dare il via alla stagione del turismo e "riapre" con molta attenzione

Nella prima settimana della “fase due”, Laveno Mombello regala una immagine ben lontana da quella che siamo abituati a vedere durante la bella stagione. Come molti altri paesi del Varesotto, anche la località sul Lago Maggiore vede un lento e prudente risveglio, con cittadini che limitano gli spostamenti, così come richiesto dal decreto, mascherine sul volto e code davanti alle poche attività aperte.

Il lungolago è quasi deserto, non ci sono file davanti al gelataio e il piccolo porto è immobile. Nel piazzale dell’Imbarcadero si registrano poco movimento e i traghetti che collegano la sponda lombarda a quella piemontese viaggiano quasi vuoti (questo anche per il fatto che il decreto di Regione Lombardia non permette spostamenti da una regione all’altra se non per casi di necessità come lavoro o salute ndr).

“Fase due” in traghetto: viaggi “in solitaria” e mascherine

La prudenza quindi è molta, nonostante si sente la voglia di tornare al più presto ad una normalità. Al momento però, ci si accontenta di un gelato d’asporto o di uno sguardo al Lago Maggiore e ai suoi colori durante la primavera. «Si assaporano di più le piccole cose», suggerisce una signora.

Alcune attività di ristorazione intanto hanno riaperto e si sono organizzate per la consegna a domicilio, così come si legge sui grandi cartelli appesi sulle loro vetrine. Altre hanno iniziato il servizio d’asporto, ma le cose non sono facili: «Abbiamo pochissimi clienti ed è tutto fermo. I miei dipendenti sono tutti in cassa integrazione e non sappiamo quando e come riapriremo. Solitamente in questo periodo abbiamo tutti i tavolini pieni, mezzogiorno e sera», racconta il proprietario del Kopi Club.

Lungolago Laveno Mombello, fase due

La libreria ha riaperto ma con orari ridotti e continua la consegna a domicilio il giovedì pomeriggio. Il gelataio dell’Imbaracadero intanto, ha tirato su la saracinesca e racconta: «Durante il lockdown abbiamo effettuato il servizio a domicilio mentre ora abbiamo aperto il negozio con la modalità d’asporto. Le vendite sono continuate, ma certamente non è la normalità. Speriamo di recuperare nei prossimi mesi». Sempre aperto anche il tabaccaio sul lungolago che racconta: «Abbiamo vista l’evoluzione di tutta questa situazione. Vedere Laveno Mombello così vuota ci ha fatto impressione. In questa settimana c’è molta più gente in giro, forse anche troppa. Speriamo che vada tutto bene e di non dover tornare alla fase uno».

Intanto l’amministrazione comunale continua a tenere informati i cittadini sull’andamento dei contagi. Il sindaco Ercole Ielmini, proprio durante la quarantena, ha deciso di utilizzare per la prima volta i social e i video per aggiornare costantemente sulla situazione, l’ultimo è di ieri.

Questa mattina invece, un comunicato informa che la situazione alla rsa Fondazione Menotti Bassani dove si è registrato un importante focolaio si sta stabilizzando e il numero di positivi è arrivato a 44 tra gli ospiti, oltre a 33 tra il personale. Tra i cittadini esterni si contano 21 positivi, tra i quali 3 dipendenti dell’Istituto Sacra Famiglia di Cocquio Trevisago.

 

Adelia Brigo
adelia.brigo@varesenews.it
Raccontare il territorio è la nostra missione. Lo facciamo con serietà e attenzione verso i lettori. Aiutaci a far crescere il nostro progetto.
Pubblicato il 08 Maggio 2020
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore