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Quel nido d’aquila chiamato “Luino”

Il ringraziamento ai tanti volontari che si sono prodigati per rendere fruibile un luogo magico

Avarie

«In occasione della inaugurazione ufficiale del nuovo bivacco CAI “Città di Luino, sono salito in elicottero alle rocce di Roffel, dove è collocato. E’ la prima volta che salivo a questo nido d’aquila e appena ho messo piede su questa esile cresta ho provato una grande emozione nell’ammirare la costruzione che sporgeva da un enorme mucchio di neve, per non parlare dell’immensità del panorama che ti fa sentire veramente proiettato verso l’infinito che tutti noi immaginiamo».

Lo dice con orgoglio il Presidente CAI di Luino Sergio Peduzzi: «A rendere tutto ciò possibile è stato l’immenso lavoro dei nostri soci e di altri volontari che con molta determinazione e passione hanno provveduto a realizzare l’ampliamento e il rimodernamento del bivacco».

«E per questo – aggiunge Peduzzi –  voglio ringraziare a nome mio e di tutta la sezione CAI Luino i soci: Graziella Piccinin , a lei anche un grazie per l’ottima organizzazione del ricevimento degli ospiti Adriano Rinaldin che nella sua veste di Presidente e ora di Vice Presidente, ha provveduto a esplicitare tutta la organizzazione per raggiungere l’obiettivo. Sandro Morandi, ormai tutti conosciamo l’impegno da lui profuso per tutte le necessarie manutenzioni Paolo Gobbato, per tutto il lavoro di presentazione del progetto e richiesta dei relativi permessi Umberto Dellea, per tutti i lavori fatti Roncaglioni Marco, la guida alpina del CAI Laveno, che ha collaborato dall’inizio alla progettazione e alla realizzazione del complesso Domenico Stalletti, del CAI di Laveno per il progetto e la costruzione compresi gli arredi I Lattonieri che hanno accettato di operare in condizioni un po’ fuori del normale».

Pubblicato il 09 Luglio 2019
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