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Nuoto e disabilità, Luino in prima fila

240 i bambini con difficoltà motorie, sensoriali e intellettivo-relazionali della provincia di Varese che hanno potuto beneficiare di un corso di nuoto appositamente ideato per loro e che valorizzasse le loro abilità

Avarie

Anche quest’anno il “miracolo” si è compiuto e, grazie ad una fitta rete costituita da scuole comuni associazioni e sponsor, sono 240 i bambini con difficoltà motorie, sensoriali e intellettivo-relazionali della provincia di Varese che hanno potuto beneficiare di un corso di nuoto appositamente ideato per loro e che valorizzasse le loro abilità.

E proprio lunedì scorso al Centro Sportivo Le Betulle si è svolta una premiazione della POLHA.

In questa occasione l’assessore Alessandra Miglio ha voluto esprimere «un grazie dovuto alla Polha, associazione che riesce a coinvolgere enti, privati, allenatori e insegnanti, tutti insieme per dare ai ragazzi una opportunità di divertimento e impegno, sono orgogliosa di questa iniziativa nella nostra città».

Il Progetto è stato promosso e realizzato dalla Polisportiva Dilettantistica per Disabili POLHA-VARESE che, grazie all’ esperienza maturata in più di 35 anni di attività e avvalendosi di una trentina di istruttori specializzati nel nuoto paralimpico, dal 23 gennaio al 5 giugno ha offerto agli alunni disabili delle scuole del 1° ciclo di Busto Arsizio, Caronno Pertusella, Jerago con Orago, Luino, Saronno, Tradate, Varese, Venegono Inferiore e Superiore 16 lezioni in acqua per ogni ragazzo, in orario scolastico, con la collaborazione dei loro insegnanti di sostegno e dei loro educatori. I corsi si sono svolti in 8 piscine, per 127 giorni di lezione, con un totale di 318 turni in acqua. Hanno preso parte al progetto 58 scuole tra elementari e medie.

Numeri che esprimono la ricchezza e la complessità di un progetto completamente gratuito per gli alunni e le loro famiglie ma anche per le scuole, perchè realizzato dalla POLHA con la forza del volontariato e sostenuto e finanziato da varie realtà che con il loro contributo hanno permesso a tanti bambini e ragazzi con disabilità di vivere l’esperienza entusiasmante ed educativa della piscina.
Nelle prossime settimane si svolgeranno le feste finali che concluderanno il progetto, con le premiazioni degli alunni che hanno partecipato ai corsi.

Per realizzare SPORT SI PUO’ 2018 la POLHA si è avvalsa quest’anno del supporto dei Comuni di Busto Arsizio, Luino, Saronno, Tradate, Varese, Venegono Inferiore e Superiore; molti altri comuni sono intervenuti occupandosi del trasporto degli alunni. L’Ambulatorio di Medicina dello Sport dell’Istituto Padre Monti di Saronno ha effettuato gratuitamente una buona parte delle visite mediche. Grande disponibilità abbiamo riscontrato da parte dei gestori o proprietari delle piscine coinvolte.

Preziosa la collaborazione dell’ ASD Rari Nantes Saronno e della Polisportiva Disabili PAD di Busto Arsizio. Fondamentale il sostegno economico di Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, Ass. Favolandia, Comitato Italiano Paralimpico, Ass.Triade SOS Autismo onlus, Lions Club Satellite Palazzo Estense Varese, Ass.Articolo 3 Varese e le erogazioni liberali di alcuni privati.

Riuscire a dare continuità a questo progetto dopo il ritiro della Provincia di Varese che ne è stato il principale “sponsor” per tanti anni, è la sfida che la POLHA ha lanciato a Comuni, Scuole e sponsor nei mesi scorsi. Il loro coinvolgimento attivo e l’impegno a contribuire ad una parte delle spese sono stati l’ indispensabile garanzia che ha convinto i dirigenti della polisportiva ad avviare i corsi in gennaio pur non avendo ancora la copertura dei costi: ci vogliono infatti più di 40.000€ per riuscire a sostenere tutte le spese (trasporti, piscine, istruttori, assicurazioni, ecc.), soldi che vanno ad aggiungersi agli oltre agli oltre 200.000 che ogni anno necessitano alla POLHA per realizzare le molte attività motorie e sportive rivolte ai suoi associati.

Il consenso che via via riscontriamo è la dimostrazione che, seppur in un momento molto critico, attività come questa – che ha come protagonista una fascia fragile della nostra comunità – portate avanti con dedizione dalle associazioni sportive e di volontariato come in questo caso la POLHA, vanno assolutamente sostenute e garantite. Infatti anche quest’anno è stato possibile far fare attività anche a bambini affetti da patologie particolarmente gravi, tali da necessitare un rapporto in acqua tra istruttore e utente di 1 a 1.

Il progetto 2018 è quasi giunto in porto, i soldi anticipati dalla POLHA dovrebbero a poco a poco rientrare tutti, ma all’orizzonte incombe già la preoccupazione per il progetto 2019. Dove e come trovare le risorse per garantire annualmente questa splendida attività grazie alla quale negli anni circa 3.300 alunni hanno potuto fare nuoto?
La scelta del nuoto come proposta motoria nasce dalla consapevolezza che questa disciplina, tra le più complete nel panorama dei molti sport possibili per i disabili in quanto consente di esercitare in assoluta libertà ogni parte del proprio corpo, è particolarmente efficace se esercitata già nei primi anni di vita, pratica che risulta fondamentale per bambini e ragazzi affetti da una disabilità fisica o intellettivo-relazionale. Questi giovani spesso non hanno la possibilità o l’opportunità di praticarlo a causa del loro handicap o di problemi legati al loro nucleo famigliare.

Grazie a Sport Si Può gli alunni disabili non solo imparano a non avere paura dell’acqua, a galleggiare, a nuotare, ma imparano anche a relazionarsi con ambienti, spazi, situazioni e persone nuove per una diversa e migliore percezione di se stessi, a completamento dell’educazione ricevuta a scuola e in famiglia.

Aderendo al progetto proposto dalla POLHA, le scuole possono offrire ai loro alunni l’opportunità di fare un’esperienza unica con istruttori qualificati e competenti e l’occasione di migliorare la qualità della loro vita a vantaggio del loro benessere globale. I caratteri innovativi e distintivi del Progetto si ravvisano anche nella creazione di una importante rete di soggetti individuata proprio per la sua realizzazione.

Con la POLHA è possibile, a Varese, apprendere e praticare molti sport oltre al nuoto: atletica leggera, boccia paralimpica, canoa-kayak, handbike, ice sledge-hockey, tennis tavolo.

Ma non c’è solo l’avviamento: l’agonismo praticato dalle nostre punte di diamante, ovvero gli atleti convocati alle Paralimpiadi Estive di Rio 2016 (Federico Morlacchi, Arjola Trimi, Arianna Talamona, Alessia Berra, Fabrizio Sottile) e quelli che hanno partecipato alle Paralimpiadi invernali di Pyeongchang 2018 con la nazionale azzurra di para ice-hockey classificatasi quarta nella finale per il bronzo (Alessandro Andreoni, Bruno Balossetti, Sandro Kalegaris, Roberto Radice, Santino Stillitano) è la dimostrazione che lo sport svolto in modo serio e supportato da una società sportiva che ha al centro della sua mission la persona disabile, può portare a realizzare dei sogni incredibili, perché – come dice uno dei nostri motti – E’ L’ABILITA’ CHE CONTA, NON LA DISABILITA’.

La Sede Operativa della POLHA, situata in Via Valverde 17 a Varese, è aperta nei seguenti giorni e orari:  lun-mer-ven 15.00-18.00; mar-gio 20.00-22.00

Pubblicato il 31 Maggio 2018
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