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“Basta valorizzare il fascismo, manifestate con noi”

L’appello dell’Anpi di Luino, che parla di “escalation di rigurgiti neonazisti” e chiede una massiccia partecipazione alla commemorazione dei Caduti della Gera, il 1° ottobre

Avarie

Il termometro, secondo l’Anpi, sta salendo. Il contagio ha dei nomi precisi: neonazismo, fascismo, razzismo, intolleranza.

Per questo la sezione di Luino chiama a raccolta la società civile in un appello preciso: partecipate in massa, domenica, 1° ottobre, alla cerimonia commemorativa dell’eccidio della Gera di Voldomino.

Si tratta di uno dei tanti massacri avvenuti dopo l’8 settembre 1943, durante la Resistenza. L’episodio della Gera fu uno di questi. Si riferisce alla fucilazione, il 7 ottobre 1944, di 12 giovani – alcuni giovanissimi – partigiani che combattevano contro l’esercito di occupazione nazista e i militari della Repubblica Sociale Italiana tra Valcuvia e Luinese.

Perché questo appello a partecipare alla cerimonia della Gera?
Lo ribadisce l’Anpi di Luino: “In questi anni stiamo assistendo ad un’escalation di rigurgiti neonazisti che, specie nella nostra provincia, continuano a manifestarsi in episodi incresciosi come la profanazione del Sacrario del S. Martino o nella celebrazione del compleanno di Hitler. Parallelamente si profilano all’orizzonte ideologie che si ispirano al partito fascista. Si tratta di gruppi che si rifanno a stereotipi di intolleranza razzista inconciliabili con i principi di una pacifica convivenza, fondamento di ogni società autenticamente democratica. È nostra convinzione che tali comportamenti derivino da una conoscenza distorta della nostra storia recente”.

La nostra presenza – continuano dall’Anpi luinese – deve avere lo scopo di arginare i tentativi in atto da parte di coloro che intendono valorizzare e ripercorrere le strade del lontano ventennio della dittatura fascista, iniziando dalla ricorrenza del 28 ottobre, data della cosiddetta marcia su Roma”.

Ricordiamo che ebbe allora inizio il regime che tolse la libertà agli italiani, provocò una guerra con più di 60 milioni di morti, approvò le leggi razziali e contribuì alla deportazione e all’annientamento nei campi di sterminio nazisti di antifascisti, avversari politici, prigionieri di guerra, civili e più di 6 milioni fra Ebrei, rom, Testimoni di Geova, omosessuali e persone diversamente abili”.

Quel regime è stato sconfitto il 25 aprile del 1945 con la vittoria delle forze armate alleate e con la lotta di Resistenza combattuta dalle forze democratiche italiane unite nel Comitato di Liberazione nazionale per ridare così al popolo italiano la pace, la democrazia e la libertà, principi sanciti nel 1948 nella Costituzione dellaRepubblica Italiana, approvata da tutte le forze democratiche”, concludono dall’Anpi di Luino.

di redazione@verbanonews.it
Pubblicato il 20 Settembre 2017
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