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Droga, quattro arresti di giovanissimi nel Luinese

L’operazione “Ding dong" scattata all’alba: smantellata organizzazione criminale dedita allo spaccio di stupefacenti che si estendeva da Varese fino al nord della provincia

guardia di finanzaAll’alba di oggi, 7 maggio, i finanzieri della compagnia di Luino hanno dato il via alla fase conclusiva di un’indagine riguardante lo spaccio di sostanze stupefacenti, con l’esecuzione di quattro ordinanze – disposte dal Tribunale dei Minori di Milano – che dispongono misure cautelari personali nei confronti di altrettanti minorenni di nazionalità italiana ed albanese, due dei quali sono stati affidati a comunità di recupero, mentre gli altri due sono stati condotti presso l’istituto penale per i minorenni “Beccaria” di Milano.
Dall’inizio dell’indagine ad oggi sono già finite in carcere altre sette persone: tra questi cittadini italiani, marocchini ed albanesi. A capo della banda, ben radicata in tutto il nord della provincia per quanto riguarda l’attività di spaccio, vi erano sette soggetti di origine albanese. Questi riuscivano a reperire senza difficoltà cocaina, hashish e marijuana, che venivano poi rivendute sulle piazze di Varese, ma anche in quelle di Cunardo, Marchirolo e Luino. I pusher che l’organizzazione usava per smerciare la droga erano tutti giovanissimi, ed in alcuni casi diventavano a loro volta complici dei loro capi. Questi ragazzi si occupavano di spacciare la droga, in genere hashish e marijuana, nelle scuole che essi stessi frequentavano.
Il primo tassello dell’indagine conclusa dai finanzieri di Luino era stato apposto, nell’ottobre 2012, con l’arresto in flagranza di un noto pregiudicato della zona che dopo aver ritirato a Cunardo un sacchetto di marijuana era stato intercettato da una pattuglia del Corpo in servizio di vigilanza doganale dinamica lungo le strade che collegano la cittadina con la vicina Svizzera.
Gli investigatori, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Varese e di quella presso il Tribunale dei Minori di Milano hanno però voluto approfondire da subito quale fosse lo scenario operativo, ed hanno avviato le indagini per scoprire l’organizzazione criminale.
Inquietante il quadro che era emerso: comunicazioni rapidissime, cui seguivano consegne altrettanto veloci, effettuate nell’arco di poche ore, per lo più direttamente tra i banchi di scuola frequentati dagli stessi studenti – spacciatori. Già nel mese di novembre 2013 i finanzieri avevano chiuso il cerchio, procedendo all’arresto di cinque membri della banda.
Nell’occasione altri otto sono stati invece denunciati, con varie accuse che vanno dalla
produzione alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le dosi venivano
vendute tra i 5 e i 10 euro al grammo, e – essendo tante – fruttavano migliaia di euro che venivano utilizzati dagli organizzatori per l’acquisto di smartphone di ultimissima
generazione.
Per farsi pagare i debiti di droga i loro capi non esitavano ad aggredire i loro clienti o a minacciarne i familiari. Violenze quotidiane messe in atto dal clan di spacciatori albanesi,
ben organizzato ed ordinato secondo una “gerarchia” ben definita: i maggiorenni si occupavano delle consegne di cocaina, mentre i minorenni si occupavano di gestire lo
spaccio di ascish e marijuana nelle località in cui vivevano.

Pubblicato il 07 Maggio 2014
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