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Il “mistero Rosenthal” dietro al manoscritto di mille anni fa

La parte mancante di un antifonario ambrosiano del XII secolo redatto nella Pieve di Brezzo di Bedero si trova a Londra. Ce la portò un mercante di libri tedesco da cui si perde ogni traccia sull’originaria provenienza del libro vecchio di secoli. La parte custodita nel Luinese trovata sopra ad una trave

Brezzo di Bedero: i luoghi (inserita in galleria)

Un libro prezioso, di molti secoli fa e diviso in due parti, una delle quali sparisce e riaffiora in Inghilterra a fine ‘800, venduto al British Museum da un collezionista ebreo di Monaco. La parte italiana trovata negli anni ’70, su di una trave in legno nel corso della ristrutturazione della chiesa, lasciata lì da secoli chissà da chi e tornata a vivere di recente.
Ci sono tutti gli ingredienti per un romanzo storico in questo racconto che ha inizio quasi mille anni fa a Brezzo di Bedero, nel Luinese, dove è custodito un mistero che riusciremo solo a raccontare, ma non a svelare del tutto.
Una storia ineffabile fra inchiostro e pergamena, in pagine che custodivano un potere così forte da far inginocchiare, accompagnare i morti in un’altra vita, santificare le feste, adorare il divino.

Secoli bui, violenti, pericolosi. Nel Basso Medioevo gli uomini erano esposti ad enormi pericoli che li facevano vivere meno della metà di quanto oggi è possibile sperare; per questo, a fare luce in un’esistenza incerta, era la candela della fede. Ma la mente umana ha bisogno di esempi, di segni.

Ecco che il potere della Chiesa, specie nelle province più lontane da Roma, necessitava di strumenti per non disperdersi in mille rivoli che potevano divenire – e lo divennero, più avanti – veri e propri fiumi ereticali. Per questo gli antifonari, che raccoglievano le liturgie “ufficiali” della chiesa (le antifone, appunto) erano strumenti essenziali per evitare il naufragare del verbo, ed esercitare una sorta di controllo culturale sulle pratiche religiose.

Uno dei centri del potere ecclesiastico del nord del Varesotto, rientrante nella contrada del Seprio era proprio la Pieve di Brezzo di Bedero, dedicata a San Vittore. Questa basilica di grande importanza religiosa e culturale custodisce ancora oggi il più antico antifonario ambrosiano risalente al secolo XII e che contiene le liturgie del rito milanese ideato da Ambrogio, vescovo di Milano dal 374 al 397. L’antifonario di Bedero è composto da due parti: una, la pars aestiva, custodita in una cassetta di sicurezza a Luino: questo testo (composto da quattro codici) è stato proprio in queste settimane oggetto di ripubblicazione con un’iniziativa culturale di altissimo pregio, da parte della parrocchia di San Vittore di Brezzo di Bedero. Ma proprio dalla lettura del saggio introduttivo a cura di Aldo Roscio, apprezzato studioso di musica antica, si cela un enigma storico di cui si possono tratteggiare i contorni che purtroppo si perdono nei secoli: la pars hiemalis dell’antifonario (cioè la parte invernale che va dalla prima settimana di Avvento fino alla liturgia del Sabato Santo), infatti, «è custodita a Londra, al “British Museum”» scrive lo storico della musica nella sua prefazione al testo. Ma cosa ci fa Oltremanica la seconda parte di questo libro ? Come ci è arrivata? Varesenews ha contattato il British Museum, da cui si è appreso che la seconda parte di questo manoscritto, nel corso degli anni ‘70 è stato fra i tanti oggetti rientranti in una razionalizzazione delle opere, alcune delle quali finite alla British Library.
Contattiamo la British Library, e il manoscritto c’è.

Brezzo di Bedero: i luoghi (inserita in galleria)

Ma come ci è arrivato qui, un documento così prezioso, che testimonia una parte di storia che altrimenti verrebbe persa nella notte dei tempi?
«Abbiamo investigato e trovato la “pars hiemalis dell’Antiphonarium Ambrosianum” nelle collezioni aggiuntive della British Library – spiega Kathleen Doyle, curatrice degli “Illuminated Manuscripts” della British Library di Londra – . Il manoscritto venne acquisito dal mercante Ludwig Rosenthal, collezionista d’arte e di libri dal British Museum il 9 luglio del 1892 per 130 sterline».
Il vero mistero è come Rosenthal riuscì ad avere il manoscritto: da chi lo comprò? «Non siamo stati in grado di trovare ulteriori informazioni in merito a come Rosenthal acquisì il manoscritto (*) – fa sapere la studiosa londinese – anche se saremmo interessati ad avere altre informazioni su come la parte a noi mancante possa venir in qualche modo unita alla rimanente per costituire un documento unico, anche tramite foto».
Lasciando ai legittimi proprietari – la parrocchia di Brezzo di Bedero e la British Library – l’incombenza di organizzare questo sodalizio che avrebbe una sicura importanza dal punto di vista storico e scientifico, rimane da svelare l’enigma, o meglio il “mistero Rosenthal”.

Ludwig Rosenthal nacque a Fellheim (sud ovest della Germania) nel 1840 e morì nel 1928 a Monaco: era figlio di mercanti ebrei e il padre, in particolare, commerciava in libri. Non a caso assieme al fratello Jacques fondò a Monaco nel 1895 una libreria artistica che fruttò un commercio vastissimo: Rosenthal acquistò libri della biblioteca del monastero di St.Veit, della biblioteca della città di Leutkirch im Allgäu, di quella della famiglia Hoermann Gutenberg; del Collegio dei Gesuiti di Landsberg, oltre alla raccolta del monastero di Memmingen e ai libri del maniero Lobris, in Slesia. Intorno alla fine del secolo, il libraio Rosenthal era, con più di un milione di libri posseduti, proprietario di un patrimonio culturale più esteso di quello della Biblioteca di Stato Bavarese.

Secondo le informazioni raccolte su wikipedia, con l’avvento del nazismo i Rosenthal emigrarono negli Usa, dove ancora oggi si trova la casa editrice che ha sede a Berkeley, in California. In che modo questo libraio di Monaco riuscì a mettere le mani sulla parte invernale dell’antifonario ambrosiano di Brezzo di Bedero rimane quindi un mistero, che lasciamo agli storici il piacere di svelare.
Ma proprio quando il caso stava per essere archiviato, ecco la sorpresa: anche i manoscritti rimasti nel Luinese hanno una provenienza misteriosa e per così dire, “fortuita”: nel corso degli anni ’70, durante i lavori di restauro della chiesa, sopra ad un’antichissima trave vennero trovati i 4 antifonari (due i più vecchi, del XII secolo, altri due, più recenti, del XIV secolo) che vennero “salvati” e oggi custoditi gelosamente. Chi lasciò sulle travi quei testi di inestimabile valore? Un altro arcano è da svelare nell’antica Pieve.
Sul “come” i codici siano stati restaurati, e conservati sarà forse un nuovo capitolo di questa storia.

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(*) Per realizzare le ricerche la dottoressa Kathleen Doyle Curator of Illuminated Manuscripts ha segnalato la seguente bibliografia:

Dom Ambroise Kienle, ‘Uber die Ambrosianishe Liturgie und Ambrosianishen Gesang’ in ~Studien und Mittheilungen aus dem Benetictiner und Cistercienser orden de Raigern~, 5 (Würzburg, 1884), vol. 1 part 2, p. 346; vol. II, part 4, p. 340.
~Catalogue of Additions to the Manuscripts in the British Museum in the years 1888-1893~ (London: British Museum, 1984), p.236.
~Antiphonarium Ambrosianum du Musée Britannique (XIIe siècle), Codex Additional 34209~, Paléographie musicale, Facsimilés phototypiques, 5 (1896), 6 (1900) [facsimile].
– Michel Huglo, ~Fonti e Paleografia del canto ambrosiano~, trans. by Aurelio Fossati and others (Milan 1956).
– Klaus Gamber, ~Codice liturgici latini antiquiores~, 2nd edn (Freiburg: Universitätsverlag Freiburg, 1968), p. 66, n. 55.
– Edward B. Garrison, ~Early Italian Painting. Selected Studies ~, 2 vols (London: Pindar Press, 1984), II, p. 324, n. 10.
– K. Levy, ‘Latin Chants outside the Roman Tradition’, in ~The Early Middle Ages to 1300~, The New Oxford History of Music, ed. by R. Crocker and D. Hiley, (Oxford: Oxford University Press, 1990), II, pp. 84-88 [with additional bibliography].
– G. Baroffio, ‘Iter Liturgicum Ambrosianum’, ~Aevum~, 74 (2000), 583-603 (585).
– Zayaruznaya, ‘In defense of green lines, or The Notation of B-flat in Early Ambrosian Antiphoners’, in ~Ambrosiana at Harvard: New Sources of Milanese Chant~, ed. by T. F. Kelly and M. Mugmon (Boston, MA: Houghton Library Harvard, 2010), 33-56, figs. 3.1, 3.5, 3.7, 3.8, 3.14, 3.15, 3.16, 321.

Si ringraziano:
– Kathleen Doyle Curator of Illuminated Manuscripts – British Library;
– Virginia Smithson Department of Prehistory and Europe – British Museum;
– L’Amminiustrazione Parrocchiale della Canonica di Brezzo di Bedero e Prevosto della Prepositurale di Luino.

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