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Monsignor Comi, è giallo sui conti della casa di riposo

Da mesi si attende di capire se la fondazione che gestisce la struttura luinese ha problemi di bilancio oppure no. Mentre il dubbio attanaglia i 170 dipendenti e i 200 ospiti la politica locale si divide tra schermaglie e ripicche

La casa di riposo Monsignor Comi continua a traballare. Dopo che l’estate scorsa due componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione hanno rassegnato le proprie dimissioni, in primis l’allora presidente Franco Sai, è scoppiato il caso dei conti della fondazione aperto dal vice-presidente Maurizio Ferrari il quale aveva parlato di un buco milionario. Le sue dichiarazioni avevano aperto un vaso di Pandora nella più importante azienda del territorio, con 170 dipendenti e 200 anziani ospiti della struttura.

L’ex-presidente Sai, invece, aveva assicurato di aver lasciato i conti della casa di riposo in perfetta salute e, proprio per fare chiarezza su quanto andavano esternando l’ex-presidente del cda e il suo vice, i sindaci della Comunità Montana Valli del Verbano Marco Magrini, che nominano tre componenti del cda, avevano chiesto al presidente della Comunità Montana di coordinare una verifica puntuale della situazione del bilancio. Nel frattempo, qualche giorno fa, il sindaco di Luino Andrea Pellicini ha nominato i due componenti in rappresentanza del Comune (che esprime tre consiglieri nel cda del Comi) in sostituzione dei dimissionari Piazza e Sai.

Questa scelta è stata interpretata dal presidente Magrini come un atto ostile al suo operato di controllo e, con una lettera, ha annunciato che avrebbe abbandonato l’incarico ricevuto dall’assemblea dei sindaci in attesa di eventuali sviluppi. A questa lettera è giunta, a stretto giro di posta, la risposta del sindaco Pellicini che ha invitato «l’ottimo presidente Magrini a proseguire nella sua opera di controllo» e ha sottolineato che «la nomina dei due componenti del Comune di Luino non inficia il lavoro da lui fin qui svolto». Il risultato è che all’assemblea che si è svolta ieri sera, lunedì 29 ottobre, con il revisore dei conti, gli unici sindaci presenti erano quello di Luino e il suo collega di Dumenza Corrado Moro. Nel lungo balletto che si protrae ormai da qualche mese nessuna chiarezza è stata fatta sui conti della Fondazione Monsignor Comi e per dipendenti e ospiti della struttura si avvicina un Natale di incetezza sul proprio futuro.

Pubblicato il 30 Ottobre 2012
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