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Siamo partigiani nati negli anni Novanta

Gli iscritti della sezione isprese dell'Anpi vanno dai diciotto agli ottant'anni, un solo partigiano e tante esperienze raccolte nel progetto "Il fiore meraviglioso"

Un venerdì sera all’Anpi a parlare di democrazia e Resistenza. Ma anche ad ascoltare musica rock, vedere un film o uno spettacolo teatrale, giocare a biliardo o semplicemente chiacchierare. A Ispra la sezione è nata cinque anni fa e conta tra i suoi iscritti un solo partigiano. Gli altri la guerra non l’hanno fatta, non l’hanno nemmeno mai vista, il più giovane infatti ha solo diciotto anni. Perché dunque si sono iscritti all’Anpi? Di cosa parlano? E da cosa si deve resistere oggi? «Per capirlo basta venire a trovarci – spiega una delle anime del gruppo, Roberta Montagnini -. Qui si porta avanti la memoria storica e allo stesso tempo si parla del presente. Il nostro gruppo è formato da persone di tutte le età dai diciotto agli ottant’anni, condividiamo il desiderio di alimentare il discorso della Resistenza e di attualizzarlo. E fin dall’inizio abbiamo cercato di fare la nostra parte: ossia trasmettere la memoria storia cercando allo stesso tempo di svecchiare l’idea che si ha della nostra associazione».

La sede, in via Banetti 1, è aperta a tutti il lunedì e il venerdì sera dalle 21 in poi, qualche volta in occasione dei cineforum anche il giovedì. «È un luogo dove innanzi tutto si sta insieme – ha aggiunto Roberta –  dove si può "resistere" alla disgregazione sociale che ci circonda e dove si può elaborare il concetto di antifascismo guardando ai giorni che viviamo». Con gli occhi sul presente quindi ma anche con una missione: proteggere e tramandare il ricordo di chi ha combattuto per la libertà e la democrazia a costo della vita. Un modo anche per spiegare ai più giovani il valore della democrazia e anche della nostra Costituzione sempre di più bersaglio degli attacchi della politica. Dal 2007 il circolo ha avviato il progetto "Il fiore meraviglioso" diventato l’appuntamento fisso di ogni 25 aprile.

«Abbiamo iniziato intervistando il partigiano di Ispra, Taco Henni,  una figura essenziale per la nostra associazione e piano piano i contatti si sono allargati. Sono state così raccolte altre esperienze in un libro dedicato alle voci della resistenza nella "sponda magra", gli abbiamo allegato un cd e presentato il lavoro. Naturalmente la voce si è diffusa e ha raggiunto altri partigiani che ci hanno raccontato quello che hanno vissuto sulla propria pelle negli anni della guerra permettendoci così di creare altri volumi e allargare il territorio raccontato». Le esperienze raccolte sono diventate un archivio e i partigiani intervistati oltre quaranta. «Ad ognuno abbiamo posto le stesse domande: come sono entrati nella resistenza, qual è stata la loro esperienza durante e dopo la guerra, quale deve essere il ruolo dell’Anpi oggi e se è opportuno legarsi o meno al partito politico. Chiediamo di darci indicazioni e i pareri che raccogliamo sono simili: è necessaria l’indipendenza dai partiti, una politica autonoma rivolta alla divulgazione dei valori della resistenza e un ruolo attivo nella società». 
Il passo successivo, riuscito nonostante la complessità, è stato quello di aprire le porte ai giovani: «C’è una fascia d’età molto interessata, parlo dei ragazzi tra i 20 e 25 anni ma sono quelli che hanno già gli strumenti per analizzare la storia. Poi ci sono i giovanissimi, i più difficili da coinvolgere, con loro e con le scuole del paese abbiamo avviato un primo progetto che prevede la possibilità di venire qui e seguire documentari sulla resistenza, assistere a incontri e spettacoli di teatro». 
Tutte le iniziative sono pubblicate sul sito www.puntaemazzetta.net e sulla pagina di Facebook del gruppo Anpi di Ispra.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 Giugno 2010
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