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“Sesto Calende non può attendere altri anni con l’ecomostro dell’Area Ex Q8”

Insieme per Sesto e Sesto2030 riaccendono l'attenzione sull'area ex Q8: "L'ecomostro è una storia sfortunata e apparentemente senza fine: ma così non deve essere. Dall'amministrazione solo un rumoroso silenzio"

Area ex Q8 - Sesto Calende

«Quale è il futuro per l‘ecomostro in centro a Sesto Calende?» è questa la domanda che Insieme per Sesto e Sesto2030 rivolgono alla giunta del sindaco Giovanni Buzzi.

È passato più di un mese dalla bocciatura da parte della Soprintendenza al progetto della Torre Colombo, lo scorso 27 settembre. Il boutique residence – che sarebbe dovuto sorgere in via Matteotti al posto dell’abbandonata area del distributore Q8 – è rimasto in  sospeso dopo che l’organo dei beni culturali aveva giudicato eccessivi i 33 metri del nuovo edificio, altezza in contrasto con la vicina Chiesa di San Bernardino. Il parere della Soprintendenza aveva preso in contropiede la città, dal momento che appena due settimana prima il consiglio comunale aveva invece adottato la variante del pgt per portare avanti il progetto.

Se da una parte l’impresa – la Enrico Colombo spa – ha subito detto di aver «messo una pietra sopra», con il progetto della torre adesso in stand-by e la conseguenziale rimozione della scritta che si leggeva all’ingresso del cantiere (making Sesto Calende better – nella foto presa da Google Maps), l’argomento resta tutt’altro che concluso, anche tra i banchi del consiglio comunale. Le due liste d’opposizione Sesto2030 e Insieme per Sesto già l’indomani della “bocciatura” avevano infatti presentato due interpellanze alla giunta guidata dal sindaco Giovanni Buzzi. Interrogazioni in cui, sostanzialmente, si chiedeva se l’amministrazione sestese, onde «evitare un possibile nuovo abbandono»,  avesse intenzione di chiedere all’impresa di riformulare in maniera conforme il progetto.

Nel mattinata di giovedì 9 novembre da parte del primo cittadino Buzzi la risposta alla prima delle due interpellanze, nella quale viene confermato che l’amministrazione non ha «ancora delle proposte ricevute dal proponente» e che «l’iter è sospeso per i 90 giorni di legge dall’adozione del piano attuativo, in attesa di eventuale diverso parere su modifica progettuale».

Parole che non soddisfano le opposizioni.

«L’area Ex-Q8, meglio conosciuta come “l’ecomostro”, è la scena di una storia sfortunata e apparentemente senza fine: ma così non deve essere – commentano Insieme per Sesto e Sesto2030 -.  Dopo che la Soprintendenza ha emesso il suo verdetto negativo sul progetto-tower, che non rispettava i criteri di tutela del paesaggio, questa amministrazione si affida all’arte dell’inerzia, adottando un rumoroso silenzio sull’argomento recapitando in ritardo le sue non risposte alle nostre interpellanze che non dicono nulla, sono il “non plus ultra” delle non-risposte».

«Di fronte a questa inerzia noi diciamo che è giunto il momento di mettere da parte le polemiche e concentrarsi su come recuperare il tempo perduto. Anche perché metà del tempo (90 giorni) a disposizione per ripresentare un nuovo piano, senza ricominciare da capo è già sfumato».

Concludono le due liste, che annunciano comunque di essere pronte a tendere la mano all’amministrazione (“qualunque cosa è meglio dell’ecomostro, ma nel rispetto delle regole”) per trovare una  soluzione per la riqualifica dell’area: «La città merita di avere finalmente un progetto concreto per l’area Ex-Q8, siamo pronti a dialogare con questa Giunta. Siamo pronti a dare il nostro contributo per vedere finalmente l’area Ex-Q8 riqualificata, ma per poterlo fare l’amministrazione dovrebbe iniziare a rispondere seriamente alle nostre interpellanze, vista la delicatezza dell’argomento. Non devono farlo per noi, ma per la cittadinanza che vuole conoscere lo stato reale dei fatti. La città non può aspettare ancora anni».

Pubblicato il 09 Novembre 2023
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