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Sesto2030 sulla moschea: “Per il Comune una battaglia persa dal principio costata già 130mila euro”

Il consigliere d'opposizione Giorgio Circosta commenta la nuova vertenza tra l'associazione islamica e il Comune: "Situazione che tiene in scacco Sesto Calende e i fedeli da 10 anni. I soldi per le spese legali di una battaglia persa dal principio potevano essere usati meglio"

corano

«Piuttosto che accettare di aver sbagliato, l’amministrazione di Sesto Calende porta avanti una causa persa dal principio e preferisce mentire e farsi commissariare». La nuova vertenza tra l’associazione islamica ticinese e il Comune di Sesto Calende per la realizzazione di un luogo di culto, con i soci dell’associazione che hanno chiesto al TAR di nominare un ‘commissario ad acta’ per la localizzazione dell’area, riaccende il dibattito politico in città.

In realtà, la annosa questione della moschea era giunta sui banchi del consiglio comunale già lo scorso giugno, quando la maggioranza votò contro la proposta del sindaco, Giovanni Buzzi, che, chiamato da una sentenza del Consiglio di Stato, aveva scelto come area per gli orti botanici e per il luogo di culto islamico la località della Quadra, nella zona industriale dei Mulini. Pare logico, quindi, che siano state proprio la non-decisione e il nuovo stallo creatosi in consiglio comunale ad aver spinto l’associazione islamica a rivolgersi al TAR per chiedere un commissario in grado di bypassare l’organo cittadino e il meccanismo di voto.

La davvero insolita situazione (a giugno lo stesso sindaco alla fine votò contro la sua proposta accettando il parere negativo dei suoi consiglieri), aveva naturalmente suscitato non poche recriminazioni da parte delle opposizioni, Insieme per Sesto e Sesto2030, incredule che il primo cittadino avesse realmente agito insieme all’ufficio tecnico senza un confronto con la sua lista (La Lega della Libertà), da sempre fortemente contraria alla moschea «non per impedire la libertà di culto, ma per scongiurare il potenziale fortemente attrattivo in una realtà territoriale che non è in grado di accogliere un grande numero di fedeli».

«Una sceneggiata degna di Natale in Consiglio Comunale, il cui vero intento è quello di prolungare ulteriormente l’iter per cavalcarlo per la quarta volta alle prossime elezioni» questa fu il commento a caldo di Sesto2030 durante quel consiglio comunale.

«È doveroso fare chiarezza – aggiunge oggi, dopo l’ultimo capitolo della faccenda, il consigliere di 2030 Giorgio Circosta -. A Sesto Calende non verrà costruita alcuna moschea con minareti e talacimanni ma la sede dell’associazione islamica, nella quale i fedeli potranno anche (legittimamente) pregare. Questa causa persa fin dal principio, che tiene in scacco Sesto Calende da più di 10 anni, è costata alle tasche dei cittadini almeno 130mila euro».

«Di questi tempi, dove si fa fatica ad avere (ad esempio) un campo sportivo dignitoso ed una parete di arrampicata, quella cifra avrebbe fatto comodo per progetti utili alla cittadinanza piuttosto che alimentare una vicenda dall’epilogo già scritto – continua -. Il sindaco Buzzi è preoccupato per l’affluenza di fedeli in città; la realtà ci dice che gli iscritti, per provenienza geografica, realmente interessati all’eventuale luogo di culto a Sesto Calende (residenti in Lombardia, nel raggio di 20 km) è un numero pari a 150 persone circa. A nostro avviso questo numero è molto più rappresentativo del bacino di utenza di 319 iscritti al quale si riferisce il Sindaco».

«Nel consiglio comunale di giugno andò in scena una tragicommedia nella quale la maggioranza votava contro la propria stessa delibera di giunta per l’individuazione dell’area di culto, allora il capogruppo Colombo argomentava la scelta controversa parlando di volontà di voler fare reale integrazione e quindi la necessità di cercare un’area utile in centro città – conclude Circosta, facendo riferimento a un altro macro-argomento sestese, protagonista invece del consiglio comunale di settembre: Echo (chiamato da molti “la Torre Colombo“) -. Probabilmente vorrà regalare un piano del nuovo palazzone da 33 mt, che verrà costruito proprio in centro, per permettere alla comunità islamica di pregare comodamente nel centro della nostra città. Crediamo che Sesto Calende meriti serietà, meriti molto di più di un’Amministrazione che, piuttosto di ammettere di aver sbagliato, sia disposta a mentire e farsi commissariare».

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Pubblicato il 22 Settembre 2023
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