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Le opposizioni di Sesto Calende propongono una soluzione alternativa per la Ciclabile del Lago Maggiore

Cambiare i parcheggi per proteggere gli alberi e conservare l'unicità del lungofiume: da Insieme per Sesto e Sesto2030 una proposta alternativa

Ciclabile Lago Maggiore - Proposta Sesto 2030 e Insieme per Sesto

Diminuire i parcheggi per proteggere gli alberi e allo stesso tempo conservare l’unicità del lungofiume: è questa la prima proposta pubblica, sebbene non ufficiale, presentata per un tratto fondamentale della futura Ciclabile del Lago Maggiore, quello di Viale Italia a Sesto Calende.

Con la decisione da parte dell’amministrazione comunale guida dal sindaco Giovanni Buzzi di mettere in stand by, inserendo i lavori in un secondo lotto così da evitare il taglio di uno dei due filari di ippocastani, la parte della ciclabile che passerà dal centro storico cittadino, arrivano infatti a distanza di pochi giorni anche le prime proposte da parte dei gruppi di opposizioni in consiglio comunale.

Per tutto il mese, a partire dalla serata di presentazione del progetto di mobilità dolce del 7 febbraio, Insieme per Sesto e Sesto2030 hanno unito le forze prima facendo in modo che venisse ridiscussa il piano inziale della maggioranza sestese, scrivendo anche una lettera alla Provincia, poi, nel pomeriggio di lunedì 27 febbraio, arrivando a formalizzare una variante pubblicata sui rispettivi siti e canali social, che prevede la modifica degli attuali parcheggi – circa la metà  senza per questo rinunciare al viale alberato esterno, quello verso la carreggiata. (nelle foto un render)

LA PROPOSTA: NUOVI PARCHEGGI UNO SCHERMO PER I CICLOPEDONI

«Il suggerimento prevede la modifica degli stalli di parcheggio, che passeranno da un’inclinazione a 45° ad una di 0°, rispetto alla carreggiata» spiegano i due gruppi, specificando che il progetto non vuole essere la soluzione ai problemi, ma una tra le eventuali soluzioni percorribili per dare vita ad un dibattito pubblico partendo da un progetto concreto: «Questo intervento da un lato ridurrà il numero degli stalli (ndr: lasciandone circa la metà dei 75 quantificati dal sindaco); dall’altro permetterà di ricavare spazio che (insieme a quello che attualmente compone la carreggiata) consentirà la realizzazione della ciclabile».

«È bene osservare come la corsia veicolare a senso unico sia – ad oggi – molto ampia rispetto alla dimensione minima stabilita per i centri urbani – sottolineano -. Questo carattere – molto diffuso nelle strade italiane – permette di avere margine di azione per interventi che modificano la sezione stradale. Inoltre, un’ampiezza ridotta della corsia veicolare agisce come moderatore di velocità, effetto positivo se si tratta, come in questo caso, di un’area a forte vocazione pedonale».

Secondo i piani di Insieme per Sesto e Sesto2030 i nuovi parcheggi agiranno dunque come una sorta di schermo, proteggendo i ciclisti dal flusso veicolare.

«La ciclabile, inoltre, può essere realizzata allo stesso livello dei parcheggi, in modo da mantenere la possibilità di un uso ibrido dello spazio stradale, come in occasione del mercato o di manifestazioni. In riferimento a questo, si può immaginare la carreggiata come una strada con caratteristiche tipiche delle strade condivise e delle aree 30: un intervento a basso impatto (senza grandi infrastrutture) non preclude sia la reversibilità dell’intervento stesso, sia l’apertura verso soluzioni future più drastiche (es: area pedonale con accesso ai soli veicoli autorizzati). L’opzione illustrata permette di conciliare l’esigenza di un percorso ciclabile di connessione con la rete in progetto, mantenendo l’autenticità del lungofiume e incrementandone la fruibilità per pedoni e ciclisti».

“LA SPERANZA È CHE NON ARRIVI UN “NJET” A PRIORI”

Inevitabile, infine, anche un commento politico su tutta la vicenda: «Una città ben amministrata, con un minimo di progettualità e un pizzico di capacità comunicativa avrebbe dovuto vivere l’evento del passaggio di una ciclopedonale per il centro città come una conquista, una boccata di attesa e auspicabile innovazione. Invece, a causa delle scelte esclusive della maggioranza, ci siamo ritrovati a viverla come una  “tegola” caduta da qualche ente più in alto che ignora le esigenze della città».

Infine, l’auspicio che anche questa proposta, come quasi la totalità di quelle prevenute all’ordine del giorno delle sedute cittadine non venga respinta perché figlia della minoranza che siede in consiglio comunale: «Presentiamo questa idea auspicando che su essa non si eserciti un “njet” a priori, ma si apra un confronto con la cittadinanza e con i portatori di interessi: i commercianti del centro e gli operatori del mercato che, non lo dimentichiamo, deve tornare in centro come deciso dal Consiglio Comunale dopo il chiaro esito del referendum».

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Pubblicato il 28 Febbraio 2023
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