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A Baveno riapre il Granum, il museo che racconta la storia del granito rosa sul Lago Maggiore

Il granito rosa di Baveno è stato utilizzato per celebri costruzioni in tutto il mondo: Dal Duomo di Milano alla statua di Colombo a Manhattan. L’assessore alla cultura Emanuele Vitale: “La cultura si riappropria dei suoi spazi”

Museo Granum

(foto dal sito del distretto dei laghi)

Non si può dire Baveno senza pensare al suo celebre granito rosa, la pregiata roccia che ha contribuito alla realizzazione di importanti costruzioni in tutto il mondo, dal portale interno al Duomo di Milano alla statua dedicata a Cristoforo Colombo in centro a Manhattan, passando per il più vicino, ma comunque incantevole, Monumento dei Punti Cardinali di Giò Pomodoro a Taino, sulla sponda lombarda del Maggiore (nella foto sotto).

Per gli appassionati della cultura e dell’arte arriva dunque una buona notizia: il Museo Granum, l’area che raccoglie lo spettacolo del granito rosa delle cave del Lago Maggiore, è pronto a riaprire le porte al pubblico.

Parco dei Punti Cardinali Taino

«Passo dopo passo, con estrema prudenza, la cultura si riappropria dei suoi spazi – afferma l’assessore alla cultura di Baveno Emanuele Vitale -. In tempo di pandemia abbiamo scoperto nuovi strumenti culturali per accorciare le distanze fisiche, ma ciò non potrà mai sostituire la bellezza della visita ad un museo, il profumo dei libri in biblioteca, gli applausi di un pubblico alla fine di uno spettacolo teatrale. Oggi cerchiamo di riprenderci il primo tassello con l’avvenuta riapertura del nostro Museo Granum».

“Ospitato” in una sala dello storico Palazzo Pretorio, il “Granum” è un punto informativo multimediale e multisensoriale dedicato al granito rosa e alla sua importanza storica ed economica per il territorio di Baveno, pensato anche per rappresentare la ricchezza di percorsi e luoghi della lavorazione della pietra nel territorio del Verbano Cusio Ossola.

Lo spazio espositivo è diviso in quattro aree tematiche, a partire dalla presentazione del granito rosa e delle più note varietà lapidee del territorio. La sezione successiva è dedicata alle straordinarie rarità mineralogiche, mentre la terza al mestiere e alle tecniche di lavorazione del granito ieri e oggi, l’ultima area traccia invece la storia dello sfruttamento e dell’impiego del granito in zona e all’estero.

Gli orari del museo:

Dal lunedì al venerdì 10:30-12:30.
martedì, giovedì e venerdì anche 15:00- 18:00

Pubblicato il 05 Febbraio 2021
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