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Contrabbando di prosciutti, tonnellate di cibo “clandestino” dall’Italia alla Svizzera

L'ingente traffico di salumi e di prodotti alimentari è stato scoperto dalle autorità doganali elvetiche dopo aver fermato un italiano a Ligornetto con un furgone pieno di cibo non sdoganato

contrabbando cibo ligornetto

Tonnellate di cibo di contrabbando dall’Italia alla Svizzera. Ammontano a oltre 30 tonnellate le derrate alimentari “irregolari” scoperte dall’Amministrazione Federale delle dogane.

Carichi, soprattutto di salumi e formaggi, che venivano importati dall’Italia verso la Svizzera senza essere sdoganate. Il passaggio del confine avveniva attraverso valichi incustoditi, a volte facilitato dall’aiuto di complici. La merce veniva poi smistata sul territorio elvetico, dal Ticino agli altri Cantoni e rivenduta a destinatari con sede in tutta la Svizzera.

L’AFD ha richiesto tributi doganali per oltre 300 mila franchi.

L’inchiesta conclusa ha permesso di identificare precisamente 31,5 tonnellate di derrate alimentari. Il principale responsabile del traffico è un 48enne italiano che importava la merce dall’Italia alla Svizzera passando dai valichi incustoditi, avvalendosi a volte anche di staffette – tra le quali anche la moglie – che lo facilitavano nella commissione dei reati.

Il contrabbando è stato scoperto grazie alla collaborazione tra le autorità elvetiche e quelle doganali italiane che hanno fornito assistenza amministrativa, si è perpetrato per almeno un anno, da gennaio 2016 a gennaio 2017 quando l’uomo è incappato in un controllo nelle retrovie dei collaboratori dell’AFD a Ligornetto.

In quell’occasione nel vano di carico del furgone sul quale viaggiava insieme alla moglie erano stati trovati poco più di 500 chili di salumi e formaggi i quali non erano stati dichiarati.

Gli inquirenti dell’AFD sono riusciti a ricostruire i dettagli del contrabbando: l’uomo, dopo aver raccolto le comande presso i suoi clienti, acquistava la merce in Italia e la consegnava a questi ultimi (in genere ristoranti, bar e rivenditori di derrate alimentari) con sede in tutta la Svizzera, una novantina tra il Ticino, la Svizzera romanda e quella tedesca. L’omessa dichiarazione costituisce un’infrazione alla Legge sulle dogane (LD) e alla Legge federale concernente l’imposta sul valore aggiunto (LIVA). L’AFD ha dunque chiesto, al principale incolpato e ai destinatari svizzeri della merce poco più di 316mila franchi svizzeri di tributi. A carico dell’incolpato e dei suoi complici sono stati allestiti i rispettivi atti d’accusa sulla base dei quali verranno comminate le pene corrispondenti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 Aprile 2021
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