Addio ad Antonio Cannavale: il cordoglio della comunità di Lavena Ponte Tresa per lo storico “postino gentile”
Si è spento l'ex amministratore comunale degli anni '80. Una vita dedicata al servizio tra volontariato, lavoro e impegno civile. Il sindaco Mastromarino: «Una persona educata e premurosa»
La comunità di Lavena Ponte Tresa si stringe nel dolore per la scomparsa di Antonio Cannavale, figura storica e amatissima del paese, che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento sia nelle istituzioni che nella vita quotidiana dei cittadini.
Una vita al servizio del Paese
Cannavale era conosciuto da tutti come “il postino”, un soprannome che portava con orgoglio e che ne descriveva la natura: quella di un uomo che, nel consegnare la corrispondenza, non faceva mai mancare un sorriso o una parola gentile. Ma il suo impegno per Lavena Ponte Tresa era andato ben oltre il lavoro: negli anni ’80 aveva ricoperto il ruolo di Amministratore Comunale, mettendo la sua integrità al servizio della cosa pubblica.
Molti lo ricordano anche in una veste diversa, ma altrettanto importante: quella di istruttore di scuola guida. Con pazienza e premura, aveva accompagnato intere generazioni di giovani tresiani al conseguimento della patente, diventando per molti un maestro di vita oltre che di guida.
L’impegno nel volontariato
Anche dopo il pensionamento, Antonio non aveva mai smesso di dedicarsi agli altri. Era stato un pilastro dell’Associazione Anziani di Lavena Ponte Tresa, dove aveva ricoperto il ruolo di volontario e consigliere, promuovendo attività e offrendo supporto ai suoi coetanei con la solita discrezione e disponibilità che lo contraddistingueva.
Il messaggio del sindaco
Il primo cittadino, Massimo Mastromarino, ha voluto esprimere ufficialmente il cordoglio a nome di tutta la cittadinanza: «Antonio è stato una persona educata e premurosa, sia nella vita che nel suo lavoro. Alla famiglia va tutta la nostra vicinanza e le più sentite condoglianze da parte dell’Amministrazione Comunale».
I funerali saranno l’occasione per la comunità di dare l’ultimo saluto a un uomo che, con la sua “gentilezza d’altri tempi”, ha lasciato un segno profondo nel tessuto sociale del borgo di frontiera.










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